Sei anni fa avevo fatto un lungo post in cui sostenevo che la musica non fosse che un caso particolare di rumore. Portavo ad esempio alcuni casi esemplari come 4 rooms di Jacob Kirkegaard e Glaciers in Extinctions di Roberto Fabbriciani. In entrambi protagonista è il rumore, piuttosto che la musica banalmente intesa. Ma un rumore organizzato e “progettato”, e quindi non un “banale” rumore ma piuttosto un rumore ricercato nella sua dimensione musicale. Con la differenza che (per usare una terminologia mutuata dalla catalogazione biblioteconomica) in Glaciers in Extinctions l’organizzazione del rumore è “precoordinata” mentre in 4 rooms è “postcoordinata”. Che significa?
Glaciers in Extinctions è l’insieme di una serie di brani che il flautista Roberto Fabbriciani compone ed esegue con un flauto iperbasso (di sua ideazione) ottenendo “cluster” di note che richiamano il lento e alieno ma inarrestabile sciogliersi delle calotte artiche. 4 rooms invece è la sovraregistrazione iperamplificata dei rumori ambientali di quattro ambienti nella zona contaminata di Chernobyl (dove ovviamente non ci sono attività né umane né animali). Nel primo caso il suono viene consapevolmente creato mentre nel secondo viene manipolato a posteriori. Nonostante il risultato finale, soprattutto a orecchie profane, non sia poi così diverso, l’intenzionalità artistica è nei due casi agli antipodi.
Da un punto di vista sonoro la produzione del misterioso Vyormouth sembrerebbe avvicinarsi maggiormente a 4 rooms: i suoi tre album sono composti ognuno di tre traccie, ciascuna lunga poco più di un’ora, in cui siamo testimoni sonori di un dark ambient che ci proietta – anche grazie alla suggestione dei titoli – in lande deserte e desolate. I tre album sono: Liminal Spaces del 2023, Between Planes del 2024 e Cartographies of the Unseen pubblicato quest’anno. Tutti e tre sono stati pubblicati dalla ZERO K, che è un’etichetta sussidiaria dell’italiana Unexplained Sounds Group di Raffaele Pezzella. Gemini, a cui avevo chiesto di trovarmi informazioni sul misterioso autore o autrice, mi suggerisce addirittura la possibilità che Vyormouth sia uno pseudonimo dietro cui sta lo stesso Pezzella (anch’egli autore in proprio con lo pseudonimo Sonologyst) che comunque per tutti e tre produce e cura il mastering. Ma alla fine non è così importante sapere chi sia Vyormouth quanto apprezzare il suo lavoro. Che è quello di immergere ascoltatrici e ascoltatori in un ambiente sonoro realizzato con un tappeto di sonorità elettroniche innervate di rumori in modo da essere estremamente omogenee ma mai perfettamente uguali. Le tracce–paesaggi lavorano su sospensione, micro-variazioni e una forte idea di spazio sonoro. Le composizioni si muovono in un campo uditivo “ridotto”: frequenze che emergono e rientrano lentamente, riverberi lontani al limite della percezione, piccoli detriti sonori che generano una costante pressione a bassa intensità. È un ascolto immersivo e quasi “installativo”, in cui non c’è direzionalità narrativa: ciò che conta è la continuità, il modo in cui il suono dilata il tempo e ridefinisce i confini del luogo in cui si ascolta. La sensazione è quella di trovarsi nelle architetture futuristiche disegnate da Tsutomu Nihei per Blame!, senza la presenza degli sparuti e disperati personaggi. O anche quella di trovarci nella città degli antichi che Lovecraft descrive in Le montagne della follia: ci aggiriamo per le architetture deserte, strette nella morsa del ghiaccio, mentre il vento tagliente sibila per corridoi e fessure e, a volte, ci sembra anche di percepire in lontananza rumori, suoni di qualcosa di diverso, meno fermo e immobile.
Se dunque il risultato sonoro assomiglia maggiormente a 4 rooms è tuttavia evidente che si tratta, come per Glaciers in Extinctions, di qualcosa di accuratamente progettato in vista dell’effetto su chi ascolta. Magari non una “musica” da ascoltare “attivamente”, ma piuttosto una tappezzeria sonora per rendere piacevolmente deprimenti le nostre attività che ci lasciano libero il senso dell’udito.



Link nel post:
- Mio post su silenzio, rumore, musica: https://ossessionicontaminazioni.com/2020/04/20/silenzio-rumore-musica/

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