
“Looks like cotton candy, sounds like emotional damage”: Ella Red si presenta così, e questa frase è probabilmente il modo migliore per entrare in IT’S NOT REAL, album pubblicato il 23 gennaio 2026. Un album alt‑pop che che usa i colori dell’art pop e dell’electropop per parlare di relazioni tossiche, desideri queer e rabbia femminile, costruendo un immaginario tra horror emotivo e romanticismo distorto.
Ella Red è una giovane artista indipendente di base a Los Angeles, che si muove in quell’area liminale dove alternative, alt pop, art pop ed electropop si sovrappongono. Nel suo profilo lascia intravedere una forte consapevolezza di immagine: estetica dolce, quasi caramellosa, e canzoni che invece affondano in temi cupi, traumatici, spesso legati all’esperienza femminile e queer. Tra i riferimenti suggeriti compaiono nomi come Paris Paloma, Japanese Breakfast o The Amazing Devil, coordinate che la collocano in un ecosistema di cantautrici e band che usano il linguaggio del pop per raccontare traumi, lutti affettivi e fragilità con una scrittura quasi letteraria.
IT’S NOT REAL è strutturato come un piccolo percorso narrativo che attraversa relazioni malate, dinamiche di potere e auto‑consapevolezza. Già dai titoli si intuisce il terreno su cui ci muoviamo: Parasite, Ball and Chain, Predator, Party Animal, Religion, fino al brano conclusivo IT’S NOT REAL, che dà il titolo all’album. È un lessico fatto di sopraffazione, colpa, rituali e disillusione: ogni brano sembra un frammento diverso dello stesso trauma, un diverso modo di raccontare quanto possa essere labile il confine tra amore, dipendenza e violenza.
Nelle reazioni dei fan emergono spesso espressioni come “horror”, “feminine rage”, “sapphic yearning”, tre etichette che riassumono bene le tensioni del disco.Da un lato l’elemento horror, con immagini emotive disturbanti; dall’altro la rabbia femminile che attraversa i testi; sullo sfondo, un desiderio queer che rende esplicita la prospettiva da cui vengono raccontate le relazioni.
Dal punto di vista sonoro, IT’S NOT REAL tiene insieme immediatezza e stratificazione. La base è elettronica, ma la scrittura resta molto melodica: è un pop narrativo e teatrale, più vicino all’art pop che al semplice indie elettronico. Brani rapidi come Predator o Party Animal, tutti sotto i tre minuti, funzionano quasi come vignette sonore, episodi brevi ma taglienti, pensati per colpire forte in poco tempo. Accanto a questi, pezzi come Spider String assumono i toni della ballata emotivamente devastante, tanto che gli ascoltatori la citano spesso come momento più commovente dell’album. Interessante la presenza di tracce dai titoli più concettuali o mitologici – Aphrodite, Cupid, Religion – che apparentemente creano un controcampo simbolico alle canzoni più crude e quotidiane. È come se l’album oscillasse costantemente tra archetipi (la dea, il dio dell’amore, il rito religioso) e cronaca intima di relazioni sbagliate, dando al tutto la forma di una piccola tragedia pop contemporanea. Tenendo conto che l’afflato religioso si scontra comunque, a leggere i testi, in nichilismo pessimista:
Moriremo tutti
Il problema con la bellezza è che è solo una questione di tempo
Dove andiamo, nessuno lo sa
Ci stiamo solo inventando religioni mentre usciamo dalla portaMoriremo tutti
Alla fine, siamo mai stati vivi davvero?
Se tu sapessi cosa viene dopo, cosa faresti allora?
Quando sei a due metri sotto terra, quale parte di te sarà ancora qui?
[da We’re All Gonna Die]
Per chi segue le nuove voci dell’art pop emotivo e teatrale, il disco rappresenta un esordio da tenere d’occhio, capace di parlare tanto al bisogno di catarsi quanto alla voglia di canzoni che restano in testa.

Link nel post:
- Sito ufficiale di Ella Red: https://ellared.com/

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