In maggio l’etichetta italiana Unexplained Sounds Group fondata da Raffaele Pezzella (aka Sonologyst) ha pubblicato l’esordio discografico del non meglio identificato IUGA: Meldrop. Queste le note che accompagnano l’album:

Meldrop racconta del luogo che chiamo casa, dei miei cani, della foresta e delle vite che la popolano. Parla della nascita, della vita e della sua fine. Parla di un regno in cui persino la morte diventa esclusivamente una questione di suoni e di odori”.

L’album di debutto di IUGA si rivela un’opera di musica ambient cinematografica profondamente immersiva, interamente creata attraverso sintetizzatori analogici e modulari. Costruito attorno a textures dense, tensioni a lenta evoluzione e atmosfere cariche di emotività, l’album esplora le conseguenze psicologiche della perdita e dell’assenza affettiva.

Il suo suono è fisico e tattile, muovendosi attraverso risonanze oscure, drone sospesi e drammatici cambi tonali che trasformano il dolore personale in un vasto paesaggio interiore. […] l’album si svela come una discesa nella memoria, nella solitudine e in una fragile ricostruzione emotiva. [traduzione mia e di Gemini]

Ma cos’è “drone” (ovviamente in ambito musicale)? Ci aiuta Wikipedia:

La drone music (talvolta indicata anche come drone-based music, drone ambient, dronescape, dronology, o, più semplicemente, drone) è uno stile musicale nato dal minimalismo che enfatizza l’uso di suoni, note o cluster estesi e ripetuti detti bordoni. Se paragonato ad altri generi o stili musicali, esso è solitamente caratterizzato da lunghi programmi audio che presentano variazioni armoniche relativamente brevi in tutte le tracce. Uno dei musicisti che la inventò negli anni sessanta, La Monte Young, la definì nel 2000 “la branca timbrica prolungata del minimalismo”.

Una delle prime forme di drone music non etnica venne inventata da La Monte Young negli anni sessanta e divenne successivamente un genere musicale relativo a quegli artisti strettamente legati alla musica underground, al post-rock e ai numerosi stili imparentati con la musica sperimentale. La drone music è anche adoperata in altri generi quali, ad esempio, la musica che fa spesso uso di “suoni trovati”, la musica minimalista, la dark ambient, il drone doom metal (noto anche come drone metal), e il rumorismo. Adoperando spesso strumenti elettronici o strumenti acustici processati elettronicamente, questi generi e stili tendono a generare armonie fitte e statiche, nonché un senso immobile e “librante” del tempo. Benché le caratteristiche della drone music siano semplici da riconoscere, i bagagli culturali e gli scopi che si prefiggono i musicisti che la compongono si distinguono molto fra loro.

Meldrop si distingue per il suo essere un panorama sonoro, in alcune tracce velato anche di melodicità, che si adatta al vivere di ascoltatrici e ascoltatori, avvolgendole e avvolgendoli di compassionevole tristezza. Il rumorismo, pure presente, non è mai sfacciato e si adegua al “mood” contemplativo. Una musica, meglio: un “orizzonte sonoro”, che ci accompagna come se fossimo personaggi di un film mesto e avvincente, quale è, inevitabilmente, la vita di quasi tutti noi.

Come spesso accade per le produzioni Unexplained Sounds Group, l’artista è misteriosamente anonima/o e informazioni su di lui, su di lei o su di loro non sono disponibili (mentre scrivo) né sulle pagine dell’etichetta né da disperate ricerche in rete. Un “anti-protagonismo” che esalta ancor di più il risultato sonoro: non l’opera di questa/o o quella/o ma la mia colonna sonora, il mio ambiente sonoro dove vivo e sogno.

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