L’Urania n. 1749 di aprile è costituito dal romanzo di Antonella Mecenero Ombre di sogni di stelle. Franco Ricciardiello, scrittore e giurato nelle ultime due edizioni del Premio Urania, scrive nella presentazione del romanzo sul suo blog Ai margini del caos:

…il pubblico di Urania è diviso in due: una parte dei lettori abituali di Urania non nutre anacronistiche prevenzioni, anzi accoglie con curiosità i vincitori del concorso letterario e le antologie annuali tematiche che da alcuni anni rappresentano una splendida vetrina per gli italiani, oltre che una “palestra” che ne incentiva la crescita professionale; al tempo stesso, c’è uno “zoccolo” duro di lettori pregiudizialmente ostili, ancorati a un’idea passatista di fantascienza, che ancora credono alla distinzione tra anglosassoni ferrati nelle scienze dure e italiani “umanisti”: si tratta di lettori refrattari alla qualità della scrittura in sé, perché giudicano le opere solo sull’idea di base e sul ritmo della trama.

In realtà devo ammettere che, per svariati aspetti, rientro nella seconda categoria: pur non essendo refrattario alla qualità della scrittura sono sempre stato convinto dei migliori risultati in ambito fantascientifico di una cultura prevalentemente scientifica e relativamente agnostica rispetto a quelli di una cultura prevalentemente umanistica e intrisa di cattolicesimo quale è quella italiana. Tanto più che la fantascienza da cui sono partito a leggere è stata la “space opera”, a cui si rifanno due dei capisaldi del mio immaginario fantascientifico: Star Wars (almeno la trilogia originale) e Star Trek.

Ma ben vengano le eccezioni, e il romanzo di Mecenero è sicuramente una bellissima eccezione. Quello che mi ha attratto è stato sicuramente la situazione paradossale ipotizzata dall’autrice: i cloni di Alan Turing e Marilyn Monroe devono collaborare per evitare ad una Intelligenza Artificiale di morire. La scelta di clonare per tale compito Alan Turing può apparire razionale (anche se gli anni trascorsi tra la sua morte e il 2236 in cui è ambientato il romanzo lo fanno disperare di riuscire a capire la tecnologia che ha reso possibile l’IA) ma cosa può fare in tale ambito Marilyn Monroe, non certo famosa per la sua produzione scientifica? Il realtà l’“arruolamento” del clone dell’attrice avviene non per scelta dell’IA minacciata dalla senescenza ma da Turing che, cercando aiuto, scopre che la sua quasi contemporanea aveva un quoziente intellettivo elevatissimo. Utilizzato però non per decrittare i messaggi tedeschi durante la Seconda guerra mondiale o per ipotizzare forme di intelligenza artificiale, ma piuttosto per farsi strada in un mondo ferocemente patriarcale e diventare – nonostante la partenza che più svantaggiata non si può pensare – una stella di prima grandezza nel firmamento di Hollywood utilizzando il suo corpo e la sua capacità di capire la psicologia maschile.

In realtà nella trama sono inseriti colpi di scena e elementi avventurosi tipici della space opera: viaggi spaziali, attacchi a stazioni orbitali, sparatorie a base di armi futuristiche, ma non sono essi a rendere eccezionale la narrazione ma piuttosto lo è il continuo confronto – un campo-controcampo narrativo – dove l’autrice narra la vita dei due protagonisti. Del resto i percorsi dei due personaggi sono paralleli per più elementi, forse il più importante che entrambi si sono suicidati. E, più che la trama legata al salvataggio dell’IA o dei cloni usati come schiavi, è affascinante lo scavo dell’autrice nella vita “reale” dei due messa a confronto con quella dei loro cloni del futuro e di come la riflessione dei successi ma anche degli errori compiuti li porterà a percorrere strade che i loro io originali, bloccati nelle convenzioni dell’epoca, non erano stati in grado o non avevano potuto percorrere. E per entrambi, in modo diverso, la pietra d’inciampo è la rispettiva sessualità: l’omosessualità di Turing e quella debordante di Monroe, contemporaneamente strumento di successo e maledizione che la lega ad uno stereotipo.

Decisamente quindi una lettura per tutti e non per i soli lettori onnivori di una interessante scrittrice insegnante di lettere e già attiva con la pubblicazione di romanzi e racconti fantasy e gialli e, tra questi ultimi in particolare, meritano di essere ricordati gli spin-off dedicati a Sherlock Holmes.

Antonella Mecenero

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