Con un po’ di tempo e la curiosità di cosa sia capace l’Intelligenza Artificiale nel creare autonomamente non solo codice ma codice per creare videogiochi, ho chiesto alla IA di Google, Gemini, di creare un videogioco per sfidare il giocatore o la giocatrice a posizionare in sequenza corretta i libri in base al loro numero di Classificazione Decimale Dewey. In realtà c’è voluto qualche intervento di correzione e di integrazione del prompt, ma il risultato è Sfida Dewey. Per far realizzare il gioco così come lo volevo, ci ho impiegato più o meno una mezz’ora, considerando anche il playtest da parte mia. Mi ci è invece voluto molto più tempo per il tentativo di realizzarne una versione funzionante che si potesse “embeddare” nella pagina WordPress del blog. Tentativo – come è possibile constatare – non riuscito perché:

  1. le mie competenze informatiche sono eccessivamente scarse, tenendo conto che il codice originale è scritto in React (un framework JavaScript moderno che manco sapevo esistesse);
  2. anche una versione in HTML – realizzata con l’aiuto di Perplexity.ai – non viene caricata da WordPress che non accetta alcuni tag necessari per fare funzionare il gioco, a meno di passare ad un profilo Business (di cui però non ho particolarmente bisogno).

Così (purtroppo) per giocarci dovete scaricare il file SfidaDewey.html (cliccate sul link e vi si aprirà l’anteprima del file con il codice; cliccate su scarica; alcuni browser chiederanno cosa fare col file e potete rispondere di aprirlo; in alternativa andate sulla cartella dove lo avete scaricato e fateci sopra doppio click in modo che venga aperto col vostro browser predefinito; in fondo al post la possibilità di scaricarlo anche in versione zippata – soprattutto nel caso vogliate prima scansionare il file) e aprirlo col browser che usate (ho testato il gioco con Chrome, Comet, Edge, Opera e Tor – quest’ultimo è una versione modificata di Firefox quindi dovrebbe funzionare anche anche con questo).

Come funziona? Il gioco si svolge su vari livelli di progressiva difficoltà. Nel primo livello il gioco presenta cinque libri (con titolo e autore e uno specifico colore della copertina). Occorre metterli in ordine crescente per numero di Classificazione Decimale Dewey da sinistra a destra. Ogni nuovo livello ha un libro in più da mettere in ordine rispetto al precedente. Si hanno a disposizione per ogni livello un numero di mosse (consistenti nello scambio di posto tra due libri) doppio rispetto al numero di libri presenti in quel livello (ad esempio: 10 mosse per 5 libri, 12 mosse per 6 libri e così via). Il colore delle copertine corrisponde ad un colore che la IA ha assegnato ad ogni classe. Si tratta di un elemento su cui in realtà non ho fatto molto caso e comunque non ho tolto perché non mi sembrava particolarmente rilevante.

Testandolo per vedere come funzionava mi sono accorto che sarebbe uno strumento perfetto – ovviamente realizzandolo con maggiore cura, verificando la precisione dei numeri assegnati, inserendo un maggior numero di libri per avere una maggiore varietà nei livelli – per interventi di gamification della formazione biblioteconomica o anche per essere utilizzato all’interno delle prove preselettive dei concorsi. Ad esempio per il concorso per quattro assistenti bibliotecari a Piacenza nel 2021, in considerazione che le domande pervenute erano circa 1.500, si era deciso di realizzare la prova preselettiva utilizzando batterie di domande di argomento biblioteconomico a risposta chiusa. In considerazione anche del fatto che candidati e candidate erano divisi in 3 gruppi, dovevano esserci complessivamente 5 batterie di domande in modo che ogni gruppo potesse sorteggiarne una su tre. Al posto di stendere il fiume di domande di biblioteconomia di base per una prova del genere, quello che si potrebbe fare oggi con l’utilizzo della IA è generare un gioco come Sfida Dewey (ovviamente con una struttura assai più complessa e controllata) e sottoporlo a candidate e candidati. Facendo passare candidate e candidati che hanno completato il gioco con il minor numero di mosse.

Da questo punto di vista mi sembra che la IA possa essere molto più utile piuttosto che per sostituire il rapporto umano utente-bibliotecaria/o per affiancare e sostenere attività di formazione e di promozione (grazie alla generazione di contenuti da condividere).

Per concludere, grazie a chi vorrà provare a giocare a Sfida Dewey. Dato che si tratta di un divertissement realizzato per prova con una IA, sentitevi libere/i, se vi può servire e/o se lo trovate interessante, di modificare il codice senza farvi alcun problema di copyright. Semmai fatemi sapere se riuscite a riutilizzarlo in qualche vostro contesto. E soprattutto fatemi sapere se vi ha incuriosito, se vi è piaciuto, se avete consigli per migliorarlo.

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GOCCIA DI SAGGEZZA

Dove il paradosso contamina i rapporti umani, compare la malattia.

~ Watzlawick, Beavin e Jackson