
Se non avete ancora visto Mortal Kombat II il mio consiglio è di correre al cinema. Sostanzialmente è la continuazione diretta del primo: gli eroi della Terra, dopo aver sconfitto le macchinazioni di Shan Tsung, potente stregone alle dipendenze di Shao Kahn – il signore di Outworld che vuole dominare la Terra sconfiggendo gli eroi terrestri nel torneo del Mortal Kombat – devono trovare l’ultimo eroe designato e convincerlo a lottare al loro fianco. L’eroe in questione è Johnny Cage, ormai imbolsita star di film di arti marziali. Cage è interpretato da un Karl Urban in forma che visibilmente si diverte ad interpretare il ruolo che permette alla sceneggiatura di impreziosire il film con citazioni cinematografiche vere e fasulle.
Fondamentalmente Mortal Kombat II di Simon McQouid (che aveva diretto anche il primo capitolo del reboot cinematografico) riprende contemporaneamente il plot di Mortal Kombat – Distruzione totale (il secondo film della serie cinematografica diretto da John Leonetti e uscito nel 1997) con le vicende di Kitana – figlia di Shao Khan che la adotta dopo averne ucciso il padre e usurpato il reame – e lo svolgimento vero e proprio del torneo che nella prima pellicola era ancora di là da venire. E in Mortal Kombat II ritroviamo tutti gli ingredienti già presenti nel primo: un eroe che deve trovare la propria motivazione e la propria forza, tradimenti, personaggi che muoiono e altri che resuscitano. Abbiamo i siparietti comici grazie al ritorno di Kano a cui si affianca ovviamente Johnny Cage, a cui viene fatta ripetere la mossa con cui, nel film di Paul W.S. Anderson, aveva sconfitto Goro. Ma rispetto al primo, fortunatamente, abbiamo meno spiegoni e più scene splatter e, soprattutto, finalmente abbiamo lo svolgimento del torneo con i combattimenti tra i vari eroi, parallelamente alla trama che vede da una parte le vicende di Kitana e dall’altra quelle degli eroi terrestri che devono impedire a Shao Kahn di diventare immortale (e perciò imbattibile) grazie ad un amuleto magico. In sostanza decisamente un film più divertente rispetto al primo. Piacevole anche vedere una sala con tanta gente (cosa che ultimamente non mi è capitata con film tratti da videogiochi).

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