Nel 2020, durante il lockdown per il Covid, sono arrivato molto vicino alla depressione (l’ho raccontato qui). Per fronteggiare il malessere a livello emotivo e psichico, una delle strategie è stata quella di descrivere quello che stavo provando in testi non narrativi, tentando di dipingere con le parole le emozioni provate. Ritornando, dopo l’adolescenza, a scrivere testi con righe che troppo presto vanno a capo. Sono poesie? Abbastanza certamente no: non ho né la capacità né l’ambizione letteraria per sostenerlo. Ma scrivere di emozioni mi è impossibile (anche per mancanza di competenza) a livello narrativo o saggistico, così quando arrivo vicino al punto di rottura psicologico – come nell’adolescenza per i turbamenti affettivi o nel periodo del Covid per quelli esistenziali – inizio a dipingere con le parole le mie emozioni con testi che vanno a capo come se fossero poesie (anche se non lo sono).

Dall’adolescenza ho salvato quaderni di questi componimenti. Dei quali mi vergogno in una percentuale che si avvicina al 99%. Restano conservati in scatoloni smarriti in cantina esclusivamente per la mia incapacità a liberarmi di quanto, positivamente o negativamente, abbia fatto parte della mia storia personale. Dei testi scarabocchiati all’epoca del Covid resta quanto pubblicato sul mio vecchio account Facebook e non cancellato.

Anche questa è una storia da spiegare per chi arrivi fin qui senza sapere nulla di me. A luglio 2020 il mio account “storico” su Facebook è stato bloccato senza spiegazioni. Nonostante richieste da parte mia rimaste inascolatate, l’account è rimasto bloccato fino al 2023 (il resoconto lo trovate qui). Per motivi professionali però (la gestione della pagina Facebook di International Games Day @ your library Italia) ne ho creato un altro che è quello che tutt’ora uso e a cui è collegato questo blog. È già da un po’ – dato che di fatto non lo uso più – che mi chiedo se non sia meglio chiudere il vecchio account, ma questo porterebbe alla eliminazione di molti contenuti e di parte della mia storia personale. E, come ho detto sopra, non è un’azione che mi sia particolarmente congeniale. Comunque ogni tanto ci rifletto e penso a cosa perderei. Una delle cose che finora erano presenti solo su quell’account Facebook erano appunto le mie non- o pseudo-poesie del periodo del lockdown nel 2020.

Queste pseudopoesie le ho recuperate e le propongo ora qui con l’avvertenza che si tratta di quelle non cancellate subito o poco dopo averle pubblicate. Il motivo: presenza di riferimenti critici a persone reali che, per quanto indiretti e mascherati, avrebbero potuto danneggiarmi in un periodo in cui già sentivo addosso azioni al limite del mobbing da parte di dirigente e amministratori dell’ente in cui allora lavoravo (anche questo l’ho raccontato qui).

Chi legge mi farebbe un grandissimo piacere se esprimesse una sua valutazione – anche critica e negativa – a questi rigurgiti d’emotività trasformati in parole.

In questi giorni non riesco a tenere gli occhi aperti.
Ma se li chiudo non riesco a dormire.
Di notte passo lunghe ore ascoltando il rumore del mio respiro, di quello di mia moglie, gli scricchiolii della casa.
Di giorno vorrei leggere, vorrei giocare, vorrei guardare o riguardare film.
Ma non ce la faccio.
La volontà cede alla depressione.
Ha ragione Antonio.
Questi sono giorni sospesi.
Cosa c’è sospeso tra la salvezza e la dannazione?
Ci sono io che non posso ridere assieme a te.

23/03/2020
[Antonio è Antonio Bianchi, all’epoca componente del Centro Sovrazonale di Comunicazione Aumentativa di Milano e Verdello e tutt’ora componente del Centro Studi Inbook]

 

Di notte,
mentre dolori corrono su e giù per la mia schiena
come tanti piccoli cittadini indaffarati,
ascolto borbottii e gorgoglii delle mie viscere
come fossero un’antica e misteriosa lingua da decifrare

24/03/2020

 

Lacrime
Arrivate all’improvviso
Senza un motivo preciso
Brutali come un ladro nella notte
A dire la mia fragilità

28/03/2020

 

Abbarbicato
All’albero delle illusioni
Mentre l’umanità
Vortica e s’inabissa
Nel maelstrom oscuro.

29/03/2020

 

La musica è armonia
che fluisce dalle orecchie al cuore,
cancella delusioni e purifica pensieri.
Per un attimo eterno straccia il velo
mostrando paradisi possibili.

30/03/2020

 

Cosa è più duro?
Il muro contro cui sbatti la testa
O le orecchie di chi non ti ascolta?
Stasera vorrei essere come il killer col trapano di Brian de Palma
Per inculcare saggezza in una calotta cranica perforata a forza
O quello dei Coen con il suo tondino a sfondare porte e teste come premio per risposte insulse.
O il doomguy con un bel bfg
per spazzare via tanta umana feccia dal mio cammino.
Ma forse sarebbe più semplice
Chiudermi in un loculo
E buttar via la chiave.

02/04/2020

 

Da bambino
Quando la depressione calava il suo manto
Mi chiudevo per ore
Nel mio armadio
Al buio tra i vestiti.
Oggi non ho un armadio abbastanza grande
Per contenere le mie delusioni.

04/04/2020

 

Attenti
Non leggete
Fate finta di nulla
Soprattutto non commentate!
Mostri lurkano ai bordi della strada
Fingono d’essere innocui passanti
Ma aspettano me
E potrebbero ghermirvi
Se mi state troppo vicini

05/04/2020

 

Link nel post:

Lascia un commento

GOCCIA DI SAGGEZZA

Dove il paradosso contamina i rapporti umani, compare la malattia.

~ Watzlawick, Beavin e Jackson