
Per parlare di Crocevia della notte di Luca Tognocchi (pubblicato da D Editore in Intermundia, la stessa collana che ha visto l’uscita di Manuale Diffuso del Guerrigliero Psichico di Stefano Tevini, di cui ho scritto qui) pensavo inizialmente di far riferimento all’ambito dello “spaghetti fantasy” da cui emerge il progetto Zappa e Spada e il gioco di ruolo Brancalonia (ne ho scritto qui): un medioevo italiano alternativo in cui le storie dei due film di Monicelli dedicati al personaggio di Brancaleone (L’armata Brancaleone, 1966 e Brancaleone alle crociate, 1970) sono ibridate con il fantasy “classico”: quello tolkeniano e di Dungeons & Dragons. Ma avevo fatto male i miei calcoli. Crocevia della notte cala l’ambientazione della storia in un ipotetico Borgodisotto sulla strada da Calcata a Capalbio, alle porte di quest’ultimo. Siamo dunque nel grossetano, nella Maremma tra Lazio e Toscana. Chi abita o frequenta quelle zone (cosa che purtroppo a me finora non è capitata) potrà cercare i riferimenti reali delle descrizioni più o meno immaginarie. Ma il punto è che il maccheronico non è nelle corde del fantasy di Crocevia della notte. Lo è invece, anzi: è centrale, Dungeons & Dragons. Se infatti ci fosse la Terra di Mezzo al posto del Granducato di Toscana a fare da scenario, fondamentalmente cambierebbe ben poco nell’economia narrativa del romanzo. L’ambientazione altra rispetto al fantasy classico diventa pertanto poco più che “esotismo”: l’unico elemento, tuttavia non sostanziale, che lo può differenziare è la presenza degli inquisitori, di cui si vedrà in seguito.
Altro punto debole è nell’intreccio: ogni personaggio – buono, neutrale o malvagio e legale, neutrale o caotico – è esattamente come si presenta all’inizio. Non ci sono, nello svilupparsi della trama, twist legati a sorprese, tradimenti o voltafaccia: la storia non è nient’altro che la “novelization” di una campagna di Dungeons & Dragons per cui si è utilizzata un’ambientazione ricavata dal panorama dell’Italia medievale.
Fin qui le note “dolenti”. Ma Crocevia della notte è un romanzo (forse meglio: un racconto – molto – lungo) che si legge d’un fiato. La storia di un mezz’elfo, seguace del culto della Sorella che si dirige verso Firenze per diventare archivista in una prestigiosa biblioteca (e, onestamente, da bibliotecario, trovo che il confondere archivista e bibliotecario sia una pecca molto maggiore di quelle sopra riportate, ma mi rendo conto che la questione può non essere di universale interesse), e che sulla strada s’accompagna con uno strano halfling. Giunto a Borgodisotto, tappa necessaria per incontrare la sacerdotessa Virya che può aiutarlo a decifrare le visioni del futuro relative ad una madre mai conosciuta, il mezz’elfo Gabriele viene a conoscenza della misteriosa scomparsa di due giovani e si lascia coinvolgere nella loro ricerca. Ad aiutarlo un’amica della scomparsa e discepola di Virya, un mercenario assoldato dalla famiglia del ragazzo scomparso e l’halfling che si scopre aver fatto parte di una compagnia nomade a cui è sfuggito per non sottomettersi al demone che la controllava. In sostanza un “party” classico da Dungeons & Dragons in cui il motore drammatico non sono i conflitti interni ma piuttosto la difficoltà di accordarsi e coordinarsi, in particolare nella battaglia finale contro le forze malvagie.
In questo senso ho parlato di “racconto”: la narrazione è lineare e progressiva. Certamente questo avvantaggia una lettura-fiume. Penalizza un po’ invece l’approfondimento dei personaggi: ad esempio molto interessanti gli accenni relativi alla compagna già sposa bambina e poi aspirante sacerdotessa dopo l’improvvisa morte del non troppo amorevole anziano consorte; o quelli relativi al mercenario ateo perché odiato in quanto creduto musulmano ma in realtà di origini cristiane. Per non parlare dei temutissimi inquisitori, troppo poco resi partecipi della vicenda. Ma l’elemento più interessante della storia è senza dubbio la religione di questo fantastico medioevo italiano dove la fede cattolica si declina nella venerazione di varie figure tra cui il Padre, la Sorella, il Giovane ed altri, ognuno con propri riti e ambiti di “competenza” più o meno magica.
La mancanza di approfondimento e tutti gli elementi lasciati un po’ come accenni non sviluppati è possibile perdonarli a Luca Tognocchi in considerazione del fatto che Crocevia della notte è un’opera prima, nonostante il fatto che l’autore faccia parte del “collettivo” Montag che ha quest’anno pubblicato per il Saggiatore il romanzo La pelle del mondo. È auspicabile quindi che Crocevia della notte sia solo la prima delle campagne narrative D&D dell’autore, servita per affinare la penna per più profonde e avvincenti future avventure. Auspicabilmente con uno sviluppo ulteriore dei personaggi e sicuramente dell’affascinante sistema religioso presentato.
Ricordo che domani e domenica (11 e 12 ottobre 2025) sarà possibile trovare Crocevia della notte, assieme agli altri libri dell’editore, presso lo stand di D Editore al salone Strani Mondi a Milano.
Link nel post:
- Pagina dedicata a Crocevia della notte sul sito di D Editore: https://deditore.com/prodotto/crocevia-della-notte
- Mio post su Manuale Diffuso del Guerrigliero Psichico: https://ossessionicontaminazioni.com/2025/05/13/supereroi-anarchici-alle-prese-con-discriminazione-e-rivolta
- Mio post su Zappa e Spada: https://ossessionicontaminazioni.com/2024/06/07/in-principio-era-zappa-e-spada-spaghetti-fantasy
- Pagina dedicata a La pelle del mondo sul sito de Il Saggiatore: https://www.ilsaggiatore.com/libro/la-pelle-del-mondo
- Sito di Strani Mondi: https://stranimondi.it

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