All’interno del mio lavoro di bibliotecario sta anche far scorrere le novità editoriali per vedere cosa possa essere interessante per le collezioni della biblioteca. E chiaramente un titolo come Non si tocca la frutta nei supermercati però i culi nelle metropolitane desta curiosità. Tanto più se sulla copertina c’è una poesia che integra quel titolo:

Dobbiamo girare
 Con una sveglia al collo
 La scritta toccami
 Ma solo
 Per qualche secondo

Onestamente per capire a cosa si riferissero il titolo del libro e la poesia riportata sulla copertina ho dovuto fare una ricerca su Internet e trovare che il riferimento è ad una sentenza del Tribunale che assolveva nel 2023 un collaboratore scolastico di un Liceo di Roma che aveva palpeggiato il sedere di una studentessa perché l’atto era stato breve (5-10 secondi). Pare che allora si fosse scatenato il popolo dei social (e io dov’ero?) ma le due poesie (anche il titolo è una poesia della silloge, anzi: la prima) “toccano” la questione con sorprendentemente affilato sarcasmo. E mi hanno appassionato al punto che mi sono acquistato Non si tocca la frutta nei supermercati però i culi nelle metropolitane per leggermelo in treno, andata e ritorno da Milano per Book Pride. In realtà la silloge è assai breve e me la sono letta tutta nella sola andata (con imbarazzante momento di commozione in pubblico) per rileggermela nel ritorno (anche perché sono riuscito a non comprare nessun libro alla fiera del libro: cosa sicuramente preoccupante per una mia possibile condizione di malattia e/o di malessere).

Il libro è pubblicato da Einaudi nella sua Collezione di poesia e l’autrice è Alessandra Carnaroli – marchigiana -, già autrice, sempre nella stessa collana, di 50 tentati suicidi più 50 oggetti contundenti nel 2021 oltre ad altre sillogi e al libro di narrativa (definito dall’editore: “romanzo corale”) La furia (Solferino, 2023).

Le sue poesie sono – come ho scritto nel titolo di questo post – una poetica dei piccoli orrori quotidiani, suddivisa in quattro parti: Metropolitana, Nomi, Cose e Città. In Metropolitana ci sono le poesie dedicate al tema della copertina. In Nomi il tema è quello del femminicidio ma anche una rappresentazione non agiografica della maternità. In Cose il dramma dei migranti che naufragano e muoiono visto dalla prospettiva dei turisti che quelle stesse spiagge – meta agognata dei primi – le vivono come momento di svago e relax. Ma anche, sempre in Cose, la catastrofe ecologica che assieme alla Romagna ha sconvolto le Marche, portandosi via nelle alluvioni persone e (appunto) cose. Infine Città dedicata ai drammi paralleli di Gaza e Ucraina.

Ho scritto: “piccoli” orrori quotidiani. Ma il sessismo e il femminicidio, i migranti morti, i danni delle alluvioni, i morti nelle due grandi guerre dei nostri giorni sono forse “piccoli” orrori? Sì, perché vengono banalizzati dall’incessante chiacchericcio dei social, dalle tribune televisive bipartisan, dal benaltrismo imperante: cosa vuoi che sia una palpata di fronte ad uno stupro? e poi cosa vuoi che sia uno stupro di fronte a un femminicidio? e poi cosa vuoi che sia un femminicidio di fronte a un naufragio in cui sono morte 50 persone? e poi cosa vuoi che siano 50 persone morte di fronte al massacro di palestinesi o di ucraini? e poi cosa vuoi che siano i palestinesi o gli ucraini uccisi di fronte a tutte le guerre innescate o appoggiate dai paesi della NATO? E così via: siamo sempre pronti a trovare un orrore più grande per giustificare l’indifferenza e l’inattività rispetto agli orrori che ci stanno davanti e su cui pure potremmo fare qualcosa. E Carnaroli, impietosa, ridicolizza e mette a nudo col suo sarcasmo queste nostre ipocrisie individuali e sociali.

Trascrivo alcune altre poesie per dare la misura della acutezza e genialità poetica dell’autrice.

Ave Giulia
 Avvelenata
 Col topicida
 E poi uccisa

A fine gravidanza

Il tuo compagno
 Non poteva perdere
 La grande offerta
 Di ammazzarne
 Due in una volta
 (p. 19)

 

questa madre
soddisfatta perché finalmente
tolgono il reddito di cittadinanza

da domani tutti a lavorare
basta parassiti dello stato
che stanno sul divano
a guardare peppa pig
che vi dobbiamo pagare la droga
l’amante straniera la pensione
il cellulare ultima generazione
la pillola del giorno dopo
l’operanzioncina tra le gambe
per diventare femmine

chi cerca trova
non mi dite che nel mondo
sono finiti i pomodori
venite a lavorare in nero
nel mio negozio di parrucchieri
(p. 64)

 

potevi nascere conchiglia
meglio vongola
che tutti raccolgono
dal fondo

non servivano elicotteri
partiti da bologna
ma i pescherecci
del vicino porto

ti trovavano
la mattina presto
con l’occhio
ancora fresco
(p. 67)

 

Hanno intervistato
La mamma ancora
Coi capelli sporchi di fango
Dice che cerca il figlio
Sottratto dall’acqua
Come le gatte quando
Gli sposti la cucciolata
Miagolano e girano tondo
Annusano l’aria
Solo che almeno alle gatte
I giornalisti non fanno domande
(p. 94)

 

Se la guardi sotto
I bombardamenti
Gaza sembra
Una festa

I razzi sono stelle filanti
I bambini coriandoli
(p. 110)

E se poi, una volta presi i suoi libri, le poesie non vi bastassero, potete sempre andare sulla pagina Facebook dell’autrice dove sono presenti sue nuove poesie ogni volta che una nuova notizia (un nuovo “piccolo” orrore quotidiano) la ispira. Tra gli ultimi, mentre scrivo:

Dicono
No a schwa
E asterischi
Nelle scuole

Sostituire
Con svastiche
A piacere

 

Per israele
La tregua
È finita

Morite
E pace

 

Scrivono
Donna strangolata
Nel pavese
Fermato il compagno
Era il fratello
Dell’ex marito

Un po’ gossip
Un po’ femminicidio

[…]

Scrivono
che dopo la fuga
I carabinieri lo hanno fermato
E lui non ha opposto resistenza
li ha seguiti docilmente
senza dire una parola

Come nel testo
Di una canzone
D’amore

Scrivono
Che l’uomo
In fuga
Si è nascosto
In una zona
Appartata
Meditando
Forse
Il suicidio

E ci diventa
subito
Un po’ più
Amico

Concludo constatando che per fortuna non sono uno di quelli (il maschile stavolta è preciso, non sovraesteso) a cui Alessandra Carnaroli dedica il suo libro: A chi di questo libro / leggerà solo il titolo.

Alessandra Carnaroli

Link nel post:

Una risposta a “Poetica dei piccoli orrori quotidiani”

  1. Avatar Libri letti nel 2025 – ossessioni e contaminazioni by francesco mazzetta

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