
Mentre sto ansiosamente aspettando l’uscita della traduzione italiana del secondo volume delle avventure di Carl e Princess Donut – della serie Dungeon Crawler Carl di cui ho entusiasticamente scritto qui – che Mercurio Books ha annunciato per il prossimo 20 marzo, ho scoperto che un’altra opera del suo autore, Matt Dinniman, è stata tradotta in italiano. Si tratta di Kaiju: Battlefield Surgeon. Originariamente pubblicato nel 2019, è stato pubblicato in Italia da Zeppelin Books (marchio di Independent Legion Publishing) nel 2024.
Kaiju: Battlefield Surgeon appartiene, come Dungeon Crawler Carl, al genere “LitRPG”, cioè storie che cercano di riproporre all’interno dell’ambiente narrativo le caratteristiche e le meccaniche dei giochi di ruolo. Sicuramente, rispetto ad altri generi video/ludici, i giochi di ruolo hanno generalmente una componente narrativa molto più curata e sviluppata per cui il compito non parrebbe eccessivamente oneroso. Un esempio italiano di cui ho scritto qui sul blog è Crocevia della notte di Luca Tognocchi (D Editore). Però per chi, come me, cerca esempi di narrazione ludica altrettanto geniali di Dungeon Crawler Carl, si ritrova, con Kaiju: Battlefield Surgeon di fronte ad una parziale delusione. Intendiamoci: il romanzo, autoconclusivo nelle sue oltre 600 pagine, è assolutamente godibile e contiene tutti gli elementi che faranno felici gli appassionati di questo recente genere.
Il protagonista di Kaiju: Battlefield Surgeon è Duke, uno “street artist” alla disperata ricerca di un incarico per pagare il mutuo della casa che condivide con Mary. Gli manda un messaggio Anatoly che vorrebbe che Duke gli dipingesse sull’enorme parete del suo loft una scena del videogioco: Kaiju: Battlefield Surgeon. Per farlo gli offre una cifra spropositata che permetterebbe a Duke e alla sua compagna di rimettersi in carreggiata economicamente, ma Anatoly pretende che Duke, prima di iniziare il murale, “visiti” di persona il gioco per rendersi conto delle ambientazioni e della grafica. Del resto ad Anatoly non mancano i mezzi e gli mette a disposizione un dispositivo integrale di immersione nel gioco. Peccato che appena dentro in questo videogioco di ruolo, Duke scopre di essere stato rapito e di non potere ritornare al “mondo reale”. Anatoly infatti, assieme ad altri compari come SmashSouth o Jenk, rapisce persone per tenerle all’interno e permettere ai “veri” giocatori di sperimentare all’interno di esso pratiche sadomaso non meno disgustose perché virtuali (la descrizione di come ogni parte del corpo Duke ad un certo punto inizia a venire tagliata in due con lui impossibilitato a morire o svenire fa venire davvero la pelle d’oca). In più, per costringerlo a giocare ed evitare che si rifiuti, gli rivelano che non solo Mary, ma anche la figlia avuta con un’altra donna, sono costantemente monitorate dai suoi rapitori con la minaccia di fare loro del male se Duke non collaborerà. Ma ben presto accade che tutti i rapitori tranne Jenk – forse tra loro il più sadico e terribile – siano arrestati per altri crimini e Duke, oltre a Clara – un’altra donna imprigionata nel videogioco – scopra di essere imprigionato in un magazzino con un numero di “pasti” limitato nella scorta dei macchinari di sostentamento per il suo corpo “reale” e che l’unico modo che entrambi hanno per “risvegliarsi” è di completare vittoriosi il gioco.
Il videogioco in questione è un gioco di ruolo ambientato in una sorta di terra di mezzo tra l’inferno e il paradiso. I demoni per millenni sono stati confinati nell’inferno il cui portale era difeso da enormi “mostri” – i kaiju, appunto, che, sostanzialmente, sono le creature gigantesche della tradizione giapponese come Godzilla – di cui Duke impersona nel gioco un “surgeon”, cioè un chirurgo, un medico che ha come obiettivo quello di tenerli in salute per poter contrastare le orde demoniache che, dopo millenni, hanno iniziato a riversarsi sulla terra. Duke potrà contare – nella sua missione di far attraversare ai kaiju che riuscirà a controllare il portale per uccidere all’inferno Baal, il capo dei demoni – su Clara, che impersona una sorta di fata, e sul suo famiglio. A differenza di Carl con Princess Donut, il famiglio di Duke non arriva dal mondo reale ma gli viene assegnato all’interno del gioco. E, dato che la razza che Duke ha scelto di impersonare è tutto sommato una sorta di zombie (che comunque riesce a morire fin troppe volte per i gusti di Duke), il famiglio che gli viene assegnato è un verme solitario che Duke ribattezza Banksy. In realtà il rapporto tra Duke e Banksy, mentre quest’ultimo, aumentando di livello, aumenta esponenzialmente anche di dimensioni fino a raggiungere quelle, nelle pagine finali, di un verme della sabbia di Dune, è uno degli elementi narrativi che si avvicina di più a quello che Dinniman riuscirà poi a rappresentare in Dungeon Crawler Carl nel gustoso rapporto tra Carl e la gatta Princess Donut. Banksy stupisce Duke (e noi lettori) diventando progressivamente più umano di altri personaggi umani come Clara e Jenk e faremo fatica – esattamente come Duke – ad accettarne alla fine il destino.
Per riuscire a terminare vittoriosamente il gioco, e a farlo prima che il suo corpo esaurisca il cibo, Duke – in estrema difficoltà avendo un numero insufficiente di alleati – inizia a farsi strada tra le missioni usando quello che potremmo definire “pensiero laterale”, tanto che lo stesso Jenk ad un certo punto smette di ostacolarlo per assistere alle sue strategie ludiche talmente originali da non essere neppure state previste dai creatori del gioco.
In realtà se le 600 pagine a volte possono sembrare eccessive, quando gli eventi iniziano ad avviarsi verso la conclusione, con il conto alla rovescia dei pasti in esaurimento, in effetti diventa difficile staccarsi dalla lettura. Sicuramente Kaiju: Battlefield Surgeon è un’ottimo romanzo e sfigura di fronte a Dungeon Crawler Carl solo perché qui non c’è tutta la satira psicologica e sociale che ci sarà (almeno) nel primo volume della serie più famosa. Che vedremo a breve se manterrà le promesse. Nel frattempo, se ancora non lo avete letto, Kaiju: Battlefield Surgeon è un ottimo intermezzo ed ora sono curioso di provare a scoprire anche gli altri autori LitRPG presenti nelle proposte della casa editrice.

Link nel post:
- Mio post su Dungeon Crawler Carl: https://ossessionicontaminazioni.com/2025/10/28/giu-nel-dungeon-con-carl-e-princess-donut/
- Sito personale di Matt Dinniman: https://mattdinniman.com/
- Pagina dedicata a Kaiju: Battlefield Surgeon sul sito di Independent Legions Publishing: https://www.independentlegions.com/store/p567/kaijubattlefield.html
- Mio post su Crocevia della notte: https://ossessionicontaminazioni.com/2025/10/10/crocevia-della-notte-un-romanzo-di-ruolo/

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