
Ritorna la Lia Malavoglia di Andrea K. Lanza in versione “uncut”, con una significativa aggiunta della parte conclusiva dedicata ad Ai. Se non sapete di che cosa parlo è perché (finora) vi siete lasciati sfuggire la mia recensione di Lia, l’altra faccia dei Malavoglia (che potete recuperare qui), e soprattutto vi siete lasciati sfuggire la lettura di questo suo primo romanzo, uscito per Edikit nel 2024. La casa editrice, profondamente rinnovata, riparte con le sue pubblicazioni nel 2026 proprio con la versione ampliata di questo romanzo: Lia Malavoglia uncut. Per chi non voglia saltare subito a leggere la mia presentazione ormai “storica” basti dire che Andrea ha scritto una sorta di seguito dei Malavoglia verghiani in salsa pulp con tanto di vampiri e guerriere ninja.
In realtà, come ammettevo, la mia prima lettura avveniva in un periodo per me personalmente complicato. Il compito che mi ero assegnato era uscire dalla congerie di elementi eterogenei presenti individuando una trama sottostante che fosse coerente. Compito da cui ero uscito sconfitto. Ma la nuova lettura mi ha portato a una diversa consapevolezza. Avevo (tutto sommato) sbagliato io a cercare la coerenza, a cercare di ricostruire una immagine unitaria pretendendo che tutti i pezzi del puzzle Lia potessero essere perfettamente incastrati in una loro posizione precisa da trovare da parte del lettore. La rilettura (forse proprio grazie al fatto di essere una nuova lettura che presupponeva conoscenza pregressa della non-trama) non si è preoccupata di fare questo sforzo e si è piuttosto avvalsa del mio stesso consiglio finale di sedersi nel vagoncino approntato e godersi il giro sull’ottovolante. E mi è diventata allora evidente la qualità principale di Lia: la scrittura. Leggere Lia (abbandonando la pretesa di mettere al suo posto ogni pezzo del puzzle) è immergersi in una scrittura che ti avvolge e ti affascina come se fossimo all’interno non di un’opera di narrativa ma di un’opera di poesia. Da questo punto di vista la parte aggiuntiva dedicata ad Ai, nonostante i balzi avanti e indietro nel tempo presenti, è più focalizzata sul personaggio e quindi spinge meno il lettore ad abbandonarsi al flusso piuttosto che a cercare di mantenere la presa sulla trama. Forse i capitoli aggiunti non avrebbero dovuto essere meramente giustapposti, ma piuttosto integrati dinamicamente nel contesto di tutto il romanzo. Comunque dimostrano come Lia sia tendenzialmente un romanzo infinito o, se preferite, un “romanzo mondo”. Include dentro di sé, grazie alla scrittura che tende al poetico, una molteplicità di elementi tra loro disparati uniti non dalla necessità del motore narrativo costituito dalla trama ma piuttosto (wittgensteinianamente, mi verrebbe da dire) dall’essere legati da somiglianze, da incontri e intrecci casuali, da psicologiche suggestioni comuni. In questo senso Lia non si può e non si potrà mai considerare conclusa: oggi esce con l’aggiunta della storia della guerriera ninja (oltre che prostituta e vampira e amante di Lia) Ai, domani potrà uscire con una nuova aggiunta (quella di K-man? Quella di Lord Godha? Quelle di Rikimaru e Tatsumaru in parte già narrate in Frammenti di specchi, la raccolta dei racconti di Lanza?) e ancora avrà una miriade di sentieri interrotti (heideggerianamente?) da poter percorrere in altri successivi (o precedenti come nella visione del tempo dei vampiri lanziani) momenti. Ed ogni sentiero percorso aprirà nuove possibili strade, nuove possibili storie. Per certi versi l’unica opera a cui riesco davvero a paragonare Lia Malavoglia uncut è Rayuela di Cortazar. Intendiamoci siamo lontanissimi come soggetto e come stile. Siamo invece assolutamente prossimi se pensiamo ad un’opera che va letta nella musicalità della sua scrittura, nelle sue ossessioni piuttosto che in una labile o assente trama narrativa, nel suo aprirsi ad una pluralità tendenzialmente infinita di rimandi e suggestioni.

Link nel post:
- Mia recensione di Lia, l’altra faccia dei Malavoglia: https://ossessionicontaminazioni.com/2024/05/28/malavoglia-effetto-tarantino/
- Pagina dedicata a Lia Malavoglia uncut sul sito Edikit: https://www.edikit.it/prodotto/lia-malavoglia-uncut/
- Post di presentazione di Frammenti di specchi: https://ossessionicontaminazioni.com/2025/06/06/racconti-pericolosi/

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