
Nel 1984, nella Berlino di una Germania ancora divisa, esce Decoder, film diretto da Muscha (aka Jürgen Muschalek, pittore, videoartista e chitarrista punk) ma immaginato, scritto e prodotto da Klaus Maeck. Maeck, classe ‘54, ha aperto uno dei primi negozi di musica punk in Germania e – appassionato di videoarte e di William Burroughs – ha immaginato una storia dove la musica fosse l’innesco della rivoluzione. Il protagonista, FM Einheit (degli Einstürzende Neubauten), grazie alle intuizioni e agli insegnamenti di Genesis P-Orridge (degli Psychic TV e custode degli archivi audio di Burroughs) e di William Burroughs stesso impara a decostruire la Muzak per rivoltarla contro al governo e al mercato. Burroughs, che Maeck lasciò libero di fare quel che voleva, suggerisce al protagonista di smontare il registratore con cui sta campionando i suoni trasmessi da una catena di fast food. FM scopre che in questo modo può “decodificare” la musica trasmessa nei fast food per rendere tranquilli i clienti e spingerli a spendere e consumare e trasformarla in un “antiMuzak” che liberi loro dalle catene psicologiche. Il suo proposito è però contrastato sia dalla catena di fast food che incarica l’agente governativo Jaeger (interpretato da Bill Rice) di eliminare FM. Jaeger s’innamora però della compagna di FM (interpretata da Christiane Felscherinow, l’autrice di Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino) che lavora come spogliarellista in un locale di peep-show e questo alla fine gl’impedisce di portare a termine il suo compito. L’antiMuzak si diffonde dappertutto decodificando e cancellando i vincoli mentali creati dalla Muzak e scatenando la rivoluzione.

Il film venne portato in Italia a partire dall’anno successivo principalmente al Leoncavallo e in altri luoghi ed eventi controculturali, fino a quando, nel 1996, la Shake lo pubblica in VHS (in tedesco con i sottotitoli). Solo ora però la colonna sonora è disponibile grazie all’inglese Cold Spring, un’etichetta discografica, un negozio di vendita per corrispondenza e un distributore specializzati in tutte le forme di musica esoterica / industriale, ma in particolare: Industrial, Dark Ambient, Black Ambient, Japanese Noise, Neoclassical, Dark Folk, Orchestral, Power Electronics, Noise, Drone, Doom, Death Industrial, Dark Soundtracks e Musica Sperimentale. Per un film così “piccolo” e controculturale, gli artisti coinvolti sono eccezionalmente di primissimo piano. Oltre ad Einstürzende Neubauten e a Genesis P-Orridge che recitano anche nella pellicola – in particolare quest’ultimo autore della maggior parte dei brani, quelli che meno legati alla forma pop e più al rumore – ci sono anche The The e Soft Cell. Questi ultimi in particolare sono all’apice del successo con l’uscita di Tainted Love quando Maeck si reca a Londra e contatta Dave Ball raccontandogli la sua idea di film ispirata agli scritti di Burroughs e Ball si dimostra a tal punto entusiasta del progetto che accetta di lavorare gratis per il film. E se nella colonna sonora c’è solo una canzone intestata ai Soft Cell, in realtà Ball firma quasi tutte le tracce assieme a Genesis P-Orridge.
Decoder incarna l’idea, centrale nella controcultura degli anni ‘80 e ‘90 (e in certa misura figlia della rivoluzione rock degli anni ‘60) che tramite la tecnologia utilizzata in modo condiviso e libertario, sarebbe stata possibile la rivoluzione contro il dominio del Capitale o, quanto meno, la creazione di “Zone Temporaneamente Autonome”. Del resto questa idea è all’origine non solo dell’etica hacker ma della creazione stessa di Internet come luogo libero dalla rapace aggressività di governi e corporation economiche. Purtroppo la storia è andata in altra direzione e (come per il rock degli anni ‘60) il capitalismo ha fagocitato la controcultura monetizzandola. E Internet è passato dall’essere uno spazio orizzontale a un centro commerciale in cui è visibile solo ciò che è vistosamente “brandizzato”. La stessa sorte per altro sta capitando al dark web solo che l’occupazione è dominata da brand illegali per spacciare medicinali, droghe, materiale pornografico, criptovalute, ecc. Gli spazi di discussione e confronto stanno anche lì sparendo nel gorgo dell’invasione del commerciale.
Allora avere e ascoltare, anche in spazi più o meno pubblici, la colonna sonora di Decoder diventa oggi allora (niente più che) una affermazione identitaria: il mostrare al mondo che siamo veri nerd (quando ormai la sconfitta da parte del capitale non ci lascia altro che rivendicare tale nerditudine in un momento in cui va di moda). E, dato che il nostro essere nerd prevede la condivisione delle risorse che sentiamo come “nostre”, segnalo che, benché l’edizione italiana (sempre quella Shake in tedesco con sottotitoli in italiano) sia ancor oggi in commercio in versione DVD e Bluray, è possibile anche vederla in streaming sia scaricarla da Internet Archive:
https://archive.org/details/ngv_ita_de_19900101_decoder_2
Qui invece si può ascoltare e acquistare la colonna sonora:
Link nel post:
- Sito di Cold Spring: https://coldspring.co.uk

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