a1101017398_10

Dreaming of Revenge l’avevo messo nella mia personale Top Ten del 2008 e nel 2013 avevo scritto un post polemizzando con gli Oscar del Mucchio (non più Selvaggio) per il mancato inserimento di Glow. Entrambi album di Kaki King che ho adorato (e che adoro tutt’ora). Kaki King è una virtuosa della chitarra con cui si esprime adottando un approccio percussivo: usando cassa e manico per supportare ritmicamente la melodia prodotta con le corde. Esemplare in questo senso il video di un suo vecchio brano, Playing with Pink Noise (da Legs to Make Us Longer del 2004):

Purtroppo (almeno per i suoi fan come me) Kaki King ha progressivamente diradato le uscite discografiche dedicandosi piuttosto a progetti live che mixassero audio e video e all’insegnamento. Per fortuna ecco arrivare una nuova sublime artista della chitarra come Yasmin Williams! La Williams, nata in Virginia settentrionale, ha iniziato a suonare la chitarra elettrica in terza media, dopo aver completato il videogioco Guitar Hero 2 al livello esperto. Inizialmente ispirata da Jimi Hendrix e altri chitarristi conosciuti grazie al gioco, si è presto spostata sulla chitarra acustica, scoprendo che le permetteva di combinare le tecniche fingerstyle con il lap-tapping che aveva sviluppato attraverso Guitar Hero, nonché di esibirsi come solista. In seconda superiore, aveva già pubblicato un EP di canzoni di sua composizione (Serendipity, 2012). Le sue fonti di ispirazione includono lo smooth jazz e l’R&B, Hendrix e Nirvana, il go-go e l’hip-hop. Il suo amore per gli Earth, Wind and Fire l’ha spinta a incorporare la kalimba nella sua scrittura musicale e, più recentemente, ha tratto ispirazione da altre chitarriste nere come Elizabeth Cotten, Sister Rosetta Tharpe e Aligia Mae Hinton. Su Urban Driftwood (2021), Williams fa riferimento alla musica dei griot dell’Africa occidentale attraverso l’inclusione della kora (che ha recentemente imparato) e ha utilizzato nella title track il drumming manuale di Amadou Kouyate (150esima generazione djeli della famiglia Kouyate).

Oltre all’EP sopra citato, Williams ha realizzato Unwind (autoprodotto) nel 2018, Urban Driftwood (Spinster Records) nel 2021 ed ora entra in Nonesuch con il bellissimo Acadia. Su Allmusic l’album viene inserito nei generi Folk e New Age e certamente ci sono elementi sonori che afferiscono ad essi, ma contemporaneamente alla musica che propone Williams vanno strette tali etichette. In questo album la sua chitarra viene affiancata anche da altri strumenti come le percussioni di Don Flemons, il violino di Darian Donovan Thomas, il banjo di Allison de Groot, il fiddle di Tatiana Hargreaves, ed altri, compreso pure l’accompagnamento in Harvest di Kaki King.

Come è possibile vedere nel concerto registrato per Tiny Desk tre anni fa e completamente disponibile su YouTube

Yasmin Williams ha un approccio meno percussivo e ritmico rispetto a Kaki King e maggiormente attento alla melodia, sicuramente esaltata dagli strumenti aggiuntivi in Acadia.

Concludo dicendo che Acadia è un ascolto obbligato non solo per gli amanti della chitarra e anticipando che senza dubbio questo sarà uno dei miei album “top ten” del 2024.

PressPhoto6

Link nel post:

2 risposte a “Da Kaki King a Yasmin Williams”

  1. Avatar Magia musicale: Yasmin Williams @ Tiny Desk Concert – ossessioni e contaminazioni by francesco mazzetta

    […] scorso ho scritto un post sulla musica di Yasmin Williams in occasione della pubblicazione del suo ultimo album Acadia […]

Scrivi una risposta a La musica del 2024 che ho più amato (e ascoltato) – ossessioni e contaminazioni by francesco mazzetta Cancella risposta

GOCCIA DI SAGGEZZA

Dove il paradosso contamina i rapporti umani, compare la malattia.

~ Watzlawick, Beavin e Jackson