L’aver recensito entusiasticamente le prime opere di Alda Teodorani mi ha fatto finire sulla quarta di copertina di suoi libri seguenti con la citazione ad effetto:
La Teodorani ci getta in un vero e proprio delirio […] tutte le passioni e le ossessioni del nero sono presenti: perversioni, omicidi, vendette, amori bruciati, sangue.

Tutto sommato mi riconosco in questa descrizione anche per il suo ultimo romanzo, La ragazza dal pigiama rosso, appena pubblicato da D Editore. Per lo meno mi ci ritrovo maggiormente che non pensare all’autrice come alla “maestra dell’orrore” come recita la quarta copertina di questo. Non perché non lo sia, ma piuttosto perché si potrebbe dubitare che La ragazza dal pigiama rosso sia un horror. E, in realtà, spiegare cosa è, è un compito difficile, almeno se ci si preoccupa di non spoilerare malamente una storia estremamente ed egregiamente “distillata”.
La storia inizia come un thriller con un corpo trovato orrendamente maciullato in un campo. C’è però anche un alieno in parte scienziato pazzo, in parte messia ecologista, in parte perverso sessuomane. Ma la protagonista della storia è Lara: la bellissima ragazza del titolo che, fin dall’adolescenza, deve fronteggiare desideri e perversioni di cui è oggetto nelle persone dell’altro sesso. Fino all’apoteosi del marito, sposato più per caso che per convinzione (o amore), che le nega le proprie attenzioni sessuali e contemporaneamente la soddisfazione delle stesse con altri. Marito che, nella banalità più quotidiana possibile, è la quintessenza del maschio violento nei confronti della propria compagna/consorte e del femminicida.
Ma se è il marito a uccidere (?) Lara, lei non riceverà maggior amore da nessuno dei maschi con cui ha l’avventura di relazionarsi. Nemmeno da quello che la salverà. Dopo averla stuprata.
Dunque per La ragazza dal pigiama rosso non si può parlare di “horror”: semmai di orrore, l’orrore di una quotidianità in cui una donna non può essere indipendente, non può decidere da sola del proprio corpo e dei propri amori. Eppure non è così semplice: in fondo ho già avvisato della presenza di un alieno. Un alieno così diverso dagli esseri umani da preoccuparsi del destino del pianeta ma non così diverso dagli esseri umani da rispettare Lara. E allora il vero alieno è proprio Lara. Magari non più brava, più saggia o più forte di altri, dei maschi, ma sicuramente diversa, impossibile da classificare, impossibile da imprigionare in categorie o in una vita normale e prevedibile.
Forse noi (noi maschi) abbiamo incrociato nella nostra vita qualche Lara e, se siamo stati (furbi? corretti? previdenti? fortunati?), l’abbiamo accompagnata per il tratto della strada che il destino ha deciso di concederci cercando di godere il più possibile dell’aura di libertà che circondava quella creatura. Che, nel romanzo di Alda Teodorani, è descritta alla perfezione tanto che ai lettori sembrerà di conoscerla benissimo. Saremo invece fortunati se non ritroveremo in noi stessi (anche qui noi maschi, ma non sempre le femmine sono così diverse dai maschi da essere Lara) i tratti spigolosi e ignoranti dei maschi che la circondano.
In conclusione La ragazza dal pigiama rosso è un romanzo fulmineo e fulminante, tagliente come un coltello nella sua capacità di dribblare generi e aspettative e farsi strada là dove il lettore (e la lettrice) meno si aspetta.

Post scriptum. Qui sul blog c’è un’altra recensione ad un libro di Alda Teodorani: La vie en rouge originariamente pubblicata sul Mucchio Selvaggio nel 2007.
Link nel post:
- Sito personale di Alda Teodorani: https://aldateodorani.blogspot.com/
- Sito di D Editore: https://deditore.com/
- Mia recensione di La vie en rouge: https://ossessionicontaminazioni.com/2007/06/07/post-45/

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