
Dopo quasi due anni da quello di esordio esce il nuovo album di Chiara Ianniciello, in arte Chiaré: SEI. Sei come il numero delle tracce contenute e come i giorni impiegati in studio per realizzarlo. Ma sei anche come seconda persona singolare del verbo essere, esistere.
Nata (nel ‘99) e cresciuta in un piccolo paesino dell’agro nocerino-sarnese, Chiaré vive oggi a Roma dove sta conseguendo, dopo quella in canto jazz, la laurea in contrabbasso. Appassionata di musica cantautorale, l’artista salernitana spazia tra i generi conciliando sonorità anni ’80 con quelle contemporanee, creando un suono unico e affascinante che ricorda gli artisti ai quali si ispira, tra i quali Lucio Battisti, Edoardo De Crescenzo e Pino Daniele.
In occasione della XIX edizione del Premio Bianca d’Aponte nel 2023, Chiaré con Zanzare vince non solo l’edizione ma anche il premio per la Miglior Composizione. L’anno seguente esce il suo disco d’esordio, Chiaré, per Four Flies Records.
Lo scorso 9 marzo a Moncalieri (TO) vince la sesta edizione del Premio Gianmaria Testa – Parole e Musica, concorso dedicato ai giovani cantautori under 38 con il brano Ago e filo, prima traccia del nuovo album SEI (Four Flies Records), presentato dal vivo lo scorso 20 marzo alla Casa del Jazz di Roma.
Rispetto a Chiaré (che avevo nel 2024 inserito nella mia top ten annuale), piacevolmente ma non banalmente pop, SEI vira più in direzione del jazz. La cifra la si coglie bene dall’unica cover dell’album: quella di Core Fujente di Pino Daniele (canzone dalla colonna sonora del film Opopomoz – a cui Chiaré dichiara di essere profondamente legata fin da bambina – e mai incisa su disco). Protagonista è, assieme alla splendida voce di Chiaré, il contrabbasso dell’ospite Giulio Scianatico che, supportati dalle percussioni di Luca d’Arco e dagli arpeggi alle tastiere di Pasquale Strizzi, colorano in modo alternativo e appassionato l’originale.
Sei canzoni sono quasi più un EP che un album “completo”, ma è da apprezzare il cambio di passo rispetto al passato, quando sembrava un obbligo – all’epoca del CD come supporto privilegiato – il riempire lo spazio a disposizione anche inserendo brani più deboli, usanza che poi si è stranamente perpetuata anche in epoca digitale dove siamo in presenza spesso o di singoli o di album “monstre”. Sei canzoni delicate e intense che vanno dalle già citate cover di Pino Daniele e dal brano forse più pop dell’album e più in linea con quanto ascoltato nel precedente – Ago e filo per arrivare a Ninna Nanna Nenné, apparentemente una dolce ninna nanna (soprattutto se non conosciamo bene il dialetto napoletano che Chiaré usa qui e in altre tre canzoni), ma il testo ci mostra in realtà la donna vista dagli occhi di un femminicida creando un terribile contrasto tra la dolcezza della ballata e la terribilità della situazione cantata.
Int ‘o silenzio nasce come una versione jazz di una tammuriata religiosa, con il testo ispirato alle preghiere della zia, inserite come voce recitante. Metro A, l’unica altra canzone cantata in italiano, è quasi più una poesia in musica che vede Chiaré dipingere in versi e musica il suo viaggio in metropolitana a Roma, con i suoi personaggi caratteristici e con l’aura magica della Città Eterna quando, poco prima della fermata Flaminio, il treno esce dal buio e attraversa il Tevere come una balena che riemerge dall’acqua.
Infine Jesce Sole, il primo brano ad essere stato pubblicato come singolo a preannunciare il nuovo album, è una collaborazione tra Chiaré e Gnut che già preannunciava un mood musicale maggiormente “rilassato” e “contemplativo”.
Se il secondo album (o romanzo, o film) è sempre il più difficile perché chi ha amato il primo ti aspetta al varco pronto a criticare se non è abbastanza uguale o troppo uguale al primo e se non è abbastanza diverso o troppo diverso dal primo, SEI, grazie anche alla sua sinteticità, si smarca dalla trappola e propone un ascolto delizioso che non dispiacerà a chi come me ha già apprezzato Chiaré, ma potrà guadagnarsi anche nuovo pubblico soprattutto nell’ambito di chi apprezza il jazz morbido e vocale grazie anche – sia detta in fondo una delle doti più appariscenti – alla voce soave e bellissima di Chiaré.

Link nel post:
- La mia top ten degli ascolti del 2024: https://ossessionicontaminazioni.com/2024/12/31/la-musica-del-2024-che-ho-piu-amato-e-ascoltato/
- tutte le piattaforme dove è possibile ascoltare SEI: https://found.ee/sei

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