
Presento qui un libro uscito un anno fa: Una esecuzione memorabile. Giovanni Gentile, il fascismo e la memoria della guerra civile di Alessandro Campi, (professore ordinario di Storia delle dottrine politiche nell’Università di Perugia, direttore dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano e del trimestrale «Rivista di Politica») pubblicato da Le Lettere.
Campi nel suo libro esamina l’assassinio di Giovanni Gentile alla luce della sua filosofia e della sua storia personale dentro al fascismo fino all’adesione della Repubblica Sociale Italiana per dimostrare che esso fu “necessario”. L’assassinio di Gentile – per Campi – assieme a quello di Mussolini è, nella storia d’Italia, una cesura necessaria nel percorso che dal Risorgimento si muove verso la contemporaneità. In realtà che l’uccisione di Mussolini sia stato un atto necessario forse in pochi sarebbero disposti a negarlo, tranne gli irriducibili nostalgici. Maggiormente problematica la questione relativamente a quello di Gentile per svariati motivi che Campi analizza approfonditamente. In sintesi possiamo menzionare la sua filosofia – l’idealismo attuale – che nasce prima e all’esterno del fascismo, la sua opera di organizzatore culturale di istituti a rilevanza nazionale che sono sopravvissuti al fascismo e alla guerra – come, ad esempio, l’Enciclopedia Italiana -, la sua tempra umana che lo portava a difendere intellettuali anche avversi al regime. Ma tutto questo non è bastato a compensare l’adesione al fascismo fin nelle drammatiche fasi finali della guerra civile.
Gran parte del libro di Campi è dedicato proprio a cercare di spiegare il motivo dell’adesione gentiliana alla RSI quando egli stesso era ormai ai margini del regime, un po’ per scelta personale in considerazione di atti di quest’ultimo in contrasto con la sua filosofia come i Patti Lateranensi e le leggi razziali, un po’ perché da buona parte dei gerarchi veniva visto come un residuato della vecchia Italia antecedente alla “rivoluzione” fascista. Campi stesso li sintetizza in 6 motivi che poi accuratamente analizza, divisi tra motivazioni personali e motivazioni generali (quelle che spinsero pure altri intellettuali ad aderire alla RSI):
1) La polemica intercorsa, dopo il 25 luglio 1943, tra Gentile e Leonardo Severi, ministro dell’Educazione nazionale nel governo Badoglio e suo antico collaboratore, polemica che espose il filosofo all’accusa di tradimento agli occhi del fascismo intransigente e che lo condizionò pesantemente, soprattutto sul piano psicologico, in tutti i suoi atti successivi;
2) Un peculiare modo di intendere (per dirla con il gergo tipico della tradizione dell’idealismo filosofico) la “missione del dotto”, il dovere di un intellettuale e più in generale il nesso tra pensiero e azione, tra teoria e prassi, tra filosofia e politica;
3) Infine l’impossibilità in cui egli si trovò – per ragioni essenzialmente intellettuali – di rompere il suo legame con il fascismo, legame la cui radice affondava nella peculiare visione della storia d’Italia che Gentile aveva cominciato ad articolare nei suoi scritti giovanili tardo-ottocenteschi e poi maturato nei primi anni del nuovo secolo e dalla quale le sue scelte erano conseguentemente derivate.[…]
1) Un senso di estrema fedeltà, politica e personale, nei confronti del capo del fascismo, tornato sulla scena politica all’indomani dell’8 settembre. Fu la scelta che può definirsi nel segno del “mussolinismo”. […]
2) Il rifiuto delle modalità con cui fu realizzato e annunciato l’armistizio dell’8 settembre, che sul piano pratico significò, per chi lo giudicò un “tradimento” nei confronti dell’alleato tedesco, accettare di continuare a combattere a fianco di quest’ultimo e volgere le spalle alla monarchia a sua volta traditrice dell’Italia e degli italiani. Fu la scelta – quella forse più comune all’epoca – che può dirsi nel segno dell’“onore” e della fedeltà alla parola data […];
3) Infine, ma non da ultimo, l’aspirazione a vedere salvaguardata l’unità spirituale e la continuità storica della nazione italiana, messe in pericolo sia dall’esito delle vicende belliche sia, sempre più nei mesi successivi alla nascita della Repubblica, dal montare della guerra fratricida. Fu questa la motivazione “patriottica”, all’interno della quale – nel caso di Gentile come di altri, ma il filosofo fu quello che la sostenne con più forza e convinzione – vanno compresi i temi cosiddetti della “pacificazione”, della “concordia” e della “riconciliazione nazionale”, che nel suo caso non erano solo atteggiamenti politici imposti da una tragica contingenza, ma – essendo egli il teorico dell’unità – motivi culturali e storici profondamente radicati nella sua visione intellettuale.[p. 66-68]
Esaminando in maniera esauriente tutte queste motivazioni alla luce sia dei giudizi dei contemporanei sia delle valutazioni postume, Campi arriva alla conclusione che:
…la grandezza postuma di Gentile non sta solo nella sua statura di pensatore e di uomo di cultura, ma anche nel modo in cui ha tenuto ferme, fino alle conseguenze estreme, le proprie idee e il proprio progetto politico-culturale. [p. 209]
Ma su questa conclusione dissento sin dalla mia tesi di laurea del 1988: se ha ragione Campi e Gentile “umanamente” non poteva che compiere la scelta di rimanere fedele al fascismo, dal punto di vista filosofico, dal punto di vista dell’idealismo attuale così come è possibile leggerlo nelle opere gentiliane, si tratta di una scelta assolutamente sbagliata. Da quest’ultimo punto di vista non si può che convenire con l’aspro giudizio che diede Paolo Treves da Radio Londra all’indomani dell’assassinio (e che Campi riporta):
…al momento della passione, del travaglio supremo della Patria [Giovanni Gentile] non intese che il suo dovere era di schierarsi con l’Italia e non contro l’Italia. [p. 198]
Il motivo l’ho spiegato in dettaglio nella conclusione alla mia tesi che ho riportato nella presentazione sul blog al libro di Mimmo Franzinelli Il filosofo in camicia nera (il link lo si trova nell’elenco di post e articoli su Gentile in calce al presente). Ed è proprio perché Gentile-filosofo non può essere sovrapposto perfettamente a Gentile-fascista che non è possibile giustificare la damnatio memoriae del primo con quella per altro comprensibile storicamente del secondo. Per quanto necessaria sia stata l’uccisione del Gentile-fascista, è essenziale continuare a studiare il Gentile-filosofo e la cosa non è possibile (salvo che per chi porti la coccardetta di Gentile a fianco di quella di Mussolini ai raduni fascisti senza però sapere minimamente cosa sia l’Attualismo, per non dire forse nemmeno il fascismo) se non ammettiamo che Gentile (anche per ragioni umanamente comprensibilissime) è stato il primo a tradire la propria filosofia. Consiglio, se vi va, di dare sul tema anche un’occhiata alle riflessioni che ho scritto relativamente alla raccolta di scritti gentiliani Che cos’è il fascismo a cura di Salvatore Natoli.
Link nel post:
- Pagina dedicata a Una esecuzione memorabile sul sito di Le Lettere: https://www.lelettere.it/libro/9788893665193
Miei post e articoli su Giovanni Gentile:
- 2005: La legge dello spirito assoluto (sul libro La volontà di potenza e il passato: Nietzsche e Gentile di Emanuele Lago): https://ilmanifesto.it/archivio/2003075427
- 2013: Revisionismi e esagerazioni: https://ossessionicontaminazioni.blogspot.com/2013/02/revisionismi-ed-esagerazioni.html
- 2014: Marcello Veneziani e l’Italia pensata da Gentile (sul libro Pensare l’Italia di Marcello Veneziani): https://ossessionicontaminazioni.blogspot.com/2014/05/marcello-veneziani-e-litalia-pensata-da.html
- 2018: Ritratti di comunisti (con Giovanni Gentile): https://ossessionicontaminazioni.blogspot.com/2018/12/ritratti-di-comunisti-con-giovanni.html
- 2020: Temporalità di Heidegger e Attualismo di Gentile: https://ossessionicontaminazioni.blogspot.com/2020/12/temporalita-di-heidegger-e-attualismo.html
- 2021: Mimmo Franzinelli e il fascismo gentiliano (sul libro Il filosofo in camicia nera: Giovanni Gentile e gli intellettuali di Mussolini di Mimmo Franzinelli): https://ossessionicontaminazioni.blogspot.com/2021/06/mimmo-franzinelli-e-il-fascismo.html
- 2023: Il concetto di Stato: Öcalan e Gentile: https://ossessionicontaminazioni.blogspot.com/2023/08/il-concetto-di-stato-ocalan-e-gentile.html
- 2025: La metafisica e l’attualità dell’attualismo (sul libro Gentile e la metafisica di Gustavo Bontadini): https://ossessionicontaminazioni.com/2025/06/17/la-metafisica-e-lattualita-dellattualismo/
- 2025: Fascismo vecchio e nuovo (sul libro Che cos’è il fascismo. L’essenza di un fenomeno storico, antologia di scritti curata da Salvatore Natoli): https://ossessionicontaminazioni.com/2025/07/29/fascismo-vecchio-e-nuovo/

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