Nel 2021 avevo già raccontato di come avessi improvvisamente perso buona parte dell’udito nell’orecchio sinistro. All’epoca erano stati fatti esami (TAC, Risonanze magnetiche, numerose audiometrie) e tentativi di terapia (cortisone e camera iperbarica). Dopo oltre sei mesi di tentativi e dopo aver ipotizzato pure di aprire chirurgicamente l’orecchio per capire cosa c’era che non funzionava, l’ultimo esame fatto eseguire (ormai era arrivato il 2022) presso il Policlinico di Milano era stato una doppia risonanza magnetica con liquido di contrasto che mi aveva tenuto impegnato praticamente tutta la giornata. La conclusione era stata che probabilmente si trattava delle conseguenze di una malformazione genetica del canale uditivo dell’orecchio e che, in considerazione che la cosa non mi dava ulteriori disturbi, me la potevo cavare con una protesi acustica, utile soprattutto quando l’abbassamento dell’udito portava ad un “ingolfamento” uditivo del canale destro (riunioni, aree rumorose, geolocalizzazione del suono, ecc.).
In questi quattro anni, anche grazie alla protesi, non ho avuto particolari problemi nel condurre la vita esattamente come prima, ascolti musicali e presenza ai concerti compresi.
Perciò è stata una sorpresa estremamente sgradita quando, circa un mese fa, il livello di udito a sinistra si è abbassato ulteriormente. Me ne sono accorto grazie alla protesi, perché ad esempio le telefonate da cellulare, che potevo tranquillamente ascoltare tramite l’auticolare della protesi, ora non le sentivo più. Anzi: riuscivo ancora vagamente a sentirle ma in modo “scricchiolante”, come se l’audio si facesse faticosamente strada attraverso i diffusori di una scalcinata radio in AM. La stessa settimana in cui ho sperimentato questo ulteriore calo sono andato al concerto dei The Dream Syndacate (che avevo prenotato da tempo) e l’esperienza è stata terribile perché a destra sentivo il normale concerto, mentre i suoni a sinistra mi arrivavano parziali, scricchiolanti e con una sorta di ritardo come quando si è all’interno di una call con l’audio che funziona male. Ho passato il resto del concerto col pollice sull’orecchio per evitare almeno la distorsione e il rumore.
Questo mi fa pensare con un certo amaro divertimento ad un episodio del passato. Il mio collega nella Biblioteca di Fiorenzuola era un fan dei Beatles (nel senso letterale di “fan”: fanatico) e mi raccontava entusiasta dell’allora prossima uscita della relativa opera omnia beatlesiana di nuovo rimasterizzata ma stavolta proposta in mono. Io cercavo di dirgli che la musica in mono era un retaggio della limitatezza della strumentazione del passato e che la normalità dell’udito è la spazialità sonora e comunque la stereofonia, dato che, come esseri umani, abbiamo due “ingressi audio”. E la prova di quanto dicevo allora l’ho avuta materialmente al concerto, ma non solo: a volte ho l’impressione che un suono provenga da destra quando invece viene da sinistra e, in una stanza rumorosa non riesco più a decifrare le parole che mi arrivano da sinistra. Peggio: non posso più ascoltare musica in cuffia perché il canale sinistro non fa più passare il suono e quindi mi ascolto solo metà dello spettro musicale. Da quando ho avuto l’ulteriore diminuzione dell’udito pertanto ascolto la musica esclusivamente in mono, avendo direttamente la prova che la modalità “mono” non è quella ideale per l’ascolto della musica (e mi dispiace per il mio collega, ma quella della rimasterizzazione in mono era una grandissima fregatura pensata solo per monetizzare sui fan come lui).
Questa cosa mi lascia assai depresso. Ho da sempre avuto due grandi passioni: la lettura e la musica. Ma, dovendo dare un’ordine di priorità, avrei sempre messo al primo posto la musica (e tutto sommato mi è sempre dispiaciuto che i miei genitori non abbiano mai assecondato i giovanili desideri di dedicarmi in maniera più seria – che non fosse solo l’ascolto – alla musica): da ragazzo mi portavo a letto una radiolina e mi addormentavo (e mi svegliavo) immerso nelle note di un canale di musica classica. Oggi molto spesso mi addormento sulle note di qualche album che riesce a rilassarmi e a farmi sognare ancor prima di addormentarmi. Certo: non abbandonerò questa abitudine, ma sicuramente la possibilità di ascoltare musica in modo attento e di assistere ai concerti ne è fortemente penalizzata. Purtroppo mi devo accontentare degli acufeni che, quasi a prendermi in giro, dall’orecchio sinistro si esprimono direi in maniera sinfonica: non solo anonimi ronzii, ma cambi di ritmo e di tonalità, soprattutto quando mi trovo in un ambiente silenzioso, tanto che a volte faccio fatica a capire chi mi parla pure dalla parte sana.
Per chi fosse curiosa/o, lascio qui la scansione di miei due esami audiometrici: il primo risale al gennaio 2022 ed il secondo ai giorni scorsi. La linea blu/nera è quella del canale uditivo di sinistra e la rossa di destra.


Link nel post:
- Mio post su Acufeni: la musica in testa: https://ossessionicontaminazioni.com/2021/06/21/acufeni-la-musica-in-testa/

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