Lo scorso agosto avevo presentato il romanzo Strani disegni del misterioso autore giapponese Uketsu parlando anche del manga La strana casa (J-Pop/Edizioni BD) tratto dal suo primo romanzo, inedito (ancora?) in Italia. All’epoca erano a disposizione solo i primi tre volumetti mentre di recente è uscito il quinto che costituisce la conclusione del primo “arco narrativo” della serie.

Come precisato all’epoca della mia presentazione del romanzo, avevo acquistato La strana casa attratto non dalla figura dell’autore (di cui allora non sapevo nulla) ma piuttosto dai bei disegni, dal tratto pulito ed evecativo di Kyo Ayano, oltre dalla storia misteriosa evocata dall’incipit. Le recensioni trovate in rete quando stavo preparando il post parlavano di un buon inizio, di uno sviluppo meno buono e di una scarsa conclusione. Per quanto mi riguarda devo dire che fino al quarto volume sono rimasto decisamente avvinto alla storia delle misteriose case con stanze e percorsi segreti, presumibilmente utilizzati per nascondere un bambino che uccide gli ospiti all’interno della casa stessa. Il protagonista è un giornalista/blogger che incuriosito dalla strana pianta di una casa di Tokyo si fa aiutare da un amico architetto a capire la funzione di strani ambienti, solo per scoprire che i proprietari avevano altre case con simili caratteristiche. Contattati dalla sorella della proprietaria scomparsa esplorano assieme la tenuta dei nonni solo per scoprirvi ancora più inquietanti stranezze. E in effetti proprio a metà del quarto volume c’è l’evento più drammatico della storia: il blogger e la ragazza si scontrano durante l’esplorazione della casa dei nonni nel cognato di lei, visibilmente alterato, che li minaccia con un coltello. Esaurita però la tensione inizia la soluzione dell’enigma che si tramuta, soprattutto nel quinto volume, in un interminabile spiegone su rituali tanto barbari quanto assolutamente poco plausibili dove i disegni finiscono per essere meramente decorativi o, al massimo, illustrativi, esattamente come accade in un libro illustrato.

Il meccanismo della “sospensione dell’incredulità” che fa sì che il lettore (o lo spettatore) evitino di porsi domande sulla verosimiglianza di quanto viene narrato, funziona fino a quando ciò che viene narrato riesce a coinvolgerlo e ad appassionarlo. Quando, per qualche motivo, la storia narrata cessa di essere attraente, allora il meccanismo si rompe e il lettore (o lo spettatore) iniziano a porsi domande sulla coerenza e sulla plausibilità di quanto sta leggendo (o vedendo). E questo è esattamente ciò che succede con La strana casa: quando parte lo spiegone, il lettore non è più catturato dai misteri fino ad allora messi in scena che indubbiamente lo avevano catturato e coinvolto. Quando parte lo spiegone il lettore viene staccato dall’evolversi degli eventi e portato a giudicare quanto gli viene narrato dall’esterno degli eventi stessi. E il giudizio, in questo caso, non può essere altro che la spiegazione dei misteri dietro La strana casa è una immensa stronzata. Che fa rimpiangere il lettore – almeno lo fa decisamente rimpiangere a me – il tempo speso per seguirla (senza dimenticare i soldi spesi per acquistarla).

La domanda è: sarò così curioso (e fesso?) per continuare a vedere dove andranno a parare i successivi archi narrativi?

Link nel post:

Lascia un commento

GOCCIA DI SAGGEZZA

Dove il paradosso contamina i rapporti umani, compare la malattia.

~ Watzlawick, Beavin e Jackson