Da anni promuovo il gioco in biblioteca, dal 2017 ufficialmente (meglio: istituzionalmente) con le colleghe e i colleghi con cui abbiamo dato vita al Gruppo di lavoro gaming in biblioteca – IGD Italia dell’Associazione Italiana Biblioteche. Notoriamente il sottoscritto è quello con maggiori competenze in ambito di videogiochi, mentre chi si occupa in maniera maggiormente specifica di giochi di ruolo è Daniele Brunello della Biblioteca di Borgoricco (PD) e nell’ultimo mandato anche Giulio Raimondi di CAeB. Da tempo mi sono aggiornato sui giochi da tavolo e, se non mi posso dire esperto in tale ambito, quanto meno ho sviluppato le competenze indispensabili per valutarli, gestirli e promuoverli in biblioteca. Devo invece ammettere di essere meno ferrato sui giochi di ruolo. Intendiamoci: ho studiato la teoria, ma non ho avuto finora occasione di fare molta pratica. Tranne che per “one-shot” (cioè per giochi di ruolo che prevedano la conclusione in una sola sessione) e per i giochi di ruolo di carte “adatti a tutti” come quelli della serie Nobi Nobi, non sono finora riuscito a cimentarmi in giochi maggiormente complessi e strutturati. E questo mi aveva fino ad ora frenato dal proporli direttamente e in maniera strutturata nelle iniziative organizzate in biblioteca.

Per questo motivo, quando ho saputo dei due manuali scritti dal collega Lucas Maxwell, nonostante fossero in inglese, ho subito voluto leggerli sperando mi offrissero soluzioni per superare le mie preoccupazioni. Maxwell è di origini canadesi ma attualmente lavora come bibliotecario presso la Glenthorne High School a Londra e nel 2017 è stato nominato bibliotecario scolastico dell’anno dalla School Library Association del Regno Unito. Proprio sulla base delle iniziative legati ai giochi di ruolo da lui realizzati all’interno della biblioteca ha pubblicato, per Facet Publishing, nel 2023 Let’s Roll: A Guide to Setting up Tabletop Role-Playing Games in your School or Public Library e nel 2025 Roll for Adventure: Tabletop Role-Playing Adventures for Your School or Public Library.

Fondamentalmente il primo dei due manuali si focalizza sul “perché” portare il gioco di ruolo in biblioteca, mentre il secondo è più orientato sul “come” gestire iniziative ed eventi legati al gioco di ruolo in biblioteca. Nel primo Maxwell realizza appositamente un capitolo riportando le esperienze di altre/i colleghe/i legati alla realizzazione di eventi con gioco di ruolo in biblioteca e sottolinea in maniera documentata e convincente l’inclusività del gioco di ruolo, sottolineando come con esso sia possibile coinvolgere anche persone neurodivergenti (come lui stesso, trattandosi di persona autistica) o semplicemente non particolarmente a proprio agio nelle relazioni con altri, per motivi psicologici o di natura sociale (per esempio ragazze/i di origine straniera non ancora in grado di esprimersi adeguatamente nella lingua o abituati alle usanze del paese in cui si trovano). Nel secondo invece presenta non solo esempi concreti di eventi più o meno grandi realizzati, ma propone anche 5 avventure “one-shot” ma potenzialmente collegabili con tanto di proposte di ambientazione, oggetti e personaggi già pronti da utilizzare. Entrambi i manuali offrono infine una ricca sitografia che permette ai lettori di recuperare materiale anche gratuito con cui realizzare i propri eventi. In particolare il primo manuale risponde esattamente alle preoccupazioni di chi, come il sottoscritto, non avendo mai o raramente partecipato ad eventi con i giochi di ruolo, teme di non essere in grado di gestirli in maniera appropriata. E in effetti dissolve parecchi timori mentre il secondo offre esempi e soluzioni che, pur non essendo utilizzabili direttamente essendo in inglese, possono essere adattati senza esagerata difficoltà. Si tratta di risorse pensate soprattutto per la fascia “scuola media” (diciamo scuola secondaria sia inferiore sia primi anni di quella superiore) ma che possono essere utilizzate con le dovute accortezze anche con bambine/i più giovani. La sitografia in entrambi i volumi porta invece a risorse che possono essere utilizzate in eventi a cui partecipano adolescenti e giovani. Fondamentale la descrizione di come coinvolgere i giocatori maggiormente abili nell’attività di game master, cioè di chi materialmente prepara e conduce la narrazione a cui i giocatori dovranno partecipare.

Se un difetto è possibile trovare nei due manuali di Maxwell è quello legato alla comunicazione. Sia chiaro: Maxwell spiega efficacemente come realizzare (come ha realizzato) la comunicazione e la promozione degli eventi legati al gioco di ruolo in una biblioteca scolastica. Però, a differenza di tutto quanto legato alla gestione effettiva degli eventi, si applica poco o nulla a una biblioteca pubblica: distribuire volantini nelle classi e affiggere manifesti sulle bacheche della scuola non si traduce (purtroppo) in poco o nulla di fattibile/efficace in una biblioteca pubblica. Negli ultimi due anni è stato proprio questo il mio problema maggiore, legato anche alla tradizione di eventi legati al gioco da tavolo della biblioteca: si promuovono eventi legati al gioco di ruolo e si presentano giocatori che vogliono giocare a giochi da tavolo. Di più: non si riesce a coinvolgere la fascia adolescenti/giovani che sarebbe esattamente quella a cui “gioverebbe” maggiormente partecipare ai giochi di ruolo. Si è provato anche a stringere alleanze di scopo con le scuole, ma le insegnanti interessate, più che all’obiettivo dell’inclusività, mirano ad una possibile gamification per far passare le materie scolastiche attraverso la narrazione ludica del gioco di ruolo. Anche il coinvolgimento di gruppi di master non ha fino ad oggi avuto il risultato di ampliare il numero di partecipanti consapevoli (cioè di coloro che vengono agli eventi perché vogliono giocare di ruolo piuttosto che di coloro che si adattano a giocare di ruolo perché in quel momento solo quel tavolo è libero). Purtroppo per quanto mi riguarda, anche dopo la lettura dei pur utilissimi manuali di Maxwell, si tratta di un problema che resta aperto e anzi sarei estremamente grato a lettrici/ori di questo post che avessero qualche soluzione da suggerire.

Lucas Maxwell

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GOCCIA DI SAGGEZZA

Dove il paradosso contamina i rapporti umani, compare la malattia.

~ Watzlawick, Beavin e Jackson