
Stamattina Facebook mi presenta due foto pubblicate tre anni fa sul mio profilo. Si tratta della copertina e della quarta di copertina di L’incanto fonico. L’arte di dire la poesia di Mariangela Gualtieri, pubblicato quell’anno da Einaudi e acquistato all’epoca per la biblioteca. Sulla quarta di copertina questa era la presentazione del libro:
«Lei, essa poesia, ha ritmica, ha melodia, timbro. Musica è. Tutti i poteri della musica. Tutti li ha».
«Ogni poesia implora un respiro che la dica».
All’epoca avevo catalogato il libro, l’avevo messo a disposizione del pubblico e… Me n’ero dimenticato. Capita. Ai bibliotecari. Si vedono passare davanti tanti libri che anche quelli più attraenti rischiano di restare nascosti nei meandri della memoria. Qualche volta – come questa – capita dunque che sia utile anche un social network come Facebook, che mi ha ricordato l’attenzione prestata all’epoca per quel libro in un momento in cui non ero impegnato in nessuna lettura improrogabile e/o impegnativa. E, d’un fiato, mi sono letto il libro-poesia della poetessa e lettrice di poesie Mariangela Gualtieri.
L’incanto fonico è una riflessione poetica sulla dimensione orale della poesia, su come la poesia nasca e viva nella parola che la legge, nel pubblico che la ascolta, nella voce, nell’aria che ne sostiene il suono, nei ritmi e nei silenzi della dizione, nei mezzi tecnici che ne permettono la fruizione come microfoni e altoparlanti.
Una poesia che mi ha coinvolto in modo molto personale perché per anni ho letto in biblioteca a bambini e bambine e uno degli incontri che ho curato in maniera più attenta è stato quello in cui presentavo poesie, non solo scritte appositamente per un pubblico infantile. Qualcuno sostiene che la lettura in pubblico deve essere fatta da attori e attrici. Io non sono d’accordo perché attori e attrici non leggono: recitano. Al contrario sono sempre stato convinto sostenitore che la lettura sia un’attività diversa, che metta l’accento e l’attenzione sul testo piuttosto che sulla capacità interpretativa del lettore-attore. Il lettore e la lettrice devono essere tanto bravi da riuscire virtualmente a “scomparire” lasciando vivere e respirare il testo di fronte al loro pubblico.
In particolare la poesia diventa in questo senso una lettura particolarmente difficile un po’ perché ogni lettore/lettrice può offrire una propria interpretazione di essa attraverso la sua lettura, un po’ perché la forma poetica stessa è problematica da leggere. Pensiamo al caso del coro dell’atto terzo dell’Adelchi di Alessandro Manzoni:
Dagli atrii muscosi, dai Fori cadenti,
dai boschi, dall’arse fucine stridenti,
dai solchi bagnati di servo sudor,
un volgo disperso repente si desta;
intende l’orecchio, solleva la testa
percosso da novo crescente romor.Dai guardi dubbiosi, dai pavidi volti,
qual raggio di sole da nuvoli folti,
traluce de’ padri la fiera virtù:
ne’ guardi, ne’ volti confuso ed incerto
si mesce e discorda lo spregio sofferto
col misero orgoglio d’un tempo che fu.…
La metrica di questo coro è il dodecasillabo: 12 sillabe che si possono dividere in un sacco di modi. A metà e poi ancora a metà. Per tre e poi a metà e ancora metà. Il dodecasillabo è un metro che rischia a lettore e lettrice non esperti di trasformare il ritmo in cantilena. E di annoiare a morte il pubblico mentre questo dovrebbe emozionarsi davanti alle tristi sorti di un popolo ingenuo che spera d’essere liberato da un nuovo conquistatore che sostituisce il precedente. Ecco allora che lettore e lettrice devono, piuttosto che marcare il ritmo, sottolineare parole e significati del coro, far vibrare i silenzi e aggiungere pathos nei passaggi più cari al Manzoni.
Gualtieri ha riferimenti che in alcuni casi sono altri, ma in altri sono gli stessi. Come la Emily Dickinson che mette in esergo:
Una parola è spacciata
quando è pronunciata,
qualcuno dice.
Io dico che proprio
quel giorno
comincia la sua vita.
Che sono versi che potrei tranquillamente aver letto durante i miei incontri. Lasciandoli andare come semi a germogliare in qualche adatta sensibilità.

Link nel post:
Pagina dedicata a L’incanto sonico sul sito di Einaudi: https://www.einaudi.it/catalogo-libri/critica-letteraria-e-linguistica/filologia-e-critica-letteraria/lincanto-fonico-mariangela-gualtieri-9788806254469/

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