
Ho recuperato nei giorni scorsi la lettura di Keiichirō. La vera storia del team di reietti che ha inventato Silent Hill di Fabio Di Felice (già editor e redattore videoludico per The Games Machine, Multiplayer.it e altre testate e attualmente content specialist nel campo della cultura, della finanza e del pharma) pubblicato nel 2024 da Ledizioni (nella collana Loading diretta da Francesco Toniolo).
La prima cosa che mi ha lasciato perplesso (e incuriosito), ancor prima d’iniziare la lettura del libro è l’aggettivo di “reietti” appioppato ai creatori di una delle opere iconiche del medium videoludico. Di Felice stesso ne spiega la motivazione dell’utilizzo nella conclusione:
…ogni volta che leggevo o raccontavo questa storia, c’era una costante. Al posto del “c’era una volta” l’inizio era sempre “un gruppo di giovani reietti”. Man mano che leggevo, studiavo e m’interessavo alla storia, parlando anche con i suoi protagonisti, quell’aggettivo che trovate anche nel sottotitolo del libro cominciava a starmi stretto. Reietto è una parola che dentro di sé nasconde un’accezione negativa. Lo si dice di qualcuno che è stato allontanato dalla società, respinto, probabilmente per una sua qualche caratteristica sgradita.
Ma i protagonisti di questo libro e della vicenda che ha portato alla realizzazione di Silent Hill non hanno mai mostrato alcuna caratteristica sgradita. Ciò che hanno mostrato, in tre anni di lavoro, di sogni e di sacrifici è di essere in grado di sfidare apertamente i loro superiori pur di inseguire certe ambizioni. Di mettere in discussione le regole che non gli [sic] sembravano giuste. Di avere la capacità di guardare a lungo termine, investendo su un progetto e proponendo qualcosa di mai visto prima. Di sentirsi stimolati nell’affrontare sfide insormontabili. Infine, hanno dimostrato di saper dosare l’arroganza del giovane talento e l’umiltà di chi ha ancora molto da imparare. (p. 184-185)
Non quindi “reietti”, per quanto l’aggettivo sia rimasto nel sottotitolo. Ma giovani, spesso alle prime armi, addirittura autodidatti per quanto riguarda la programmazione in 3D permessa dalla nuova consolle – la Playstation – per cui stanno sviluppando il gioco (pubblicato nel 1999). Di Felice, attraverso lo studio della documentazione disponibile, ma anche intervistando direttamente gli autori del gioco – Keiichiro Toyama (che sarà presente a Lucca Comics & Games 2025 per presentare il suo ultimo videogioco Slitterhead), Naoko Sato, Isao Takahashi, Takayoshi Sato, Akira Yamaoka, Masahiro Itō e Naoto Ohshima – racconta la storia di come un gioco, pensato come clone di Resident Evil per sfruttare l’ondata di popolarità dell’horror videoludico, si sia evoluto prima in una trasposizione videoludica del racconto La nebbia di Stephen King e poi in un opera originale e disturbante, capostipite dell’horror psicologico videoludico. Per usare le parole di Simone Tagliaferri, redattore di Multiplayer.it e game designer, nella Postfazione:
[Keiichiro] è […] il racconto di un momento di transizione per il medium videoludico, uno di quelli che costringe a rivedere tutto quanto fatto fino a un certo momento. Siamo nel pieno del passaggio dall’età dell’innocenza a quella della coscienza del medium. (p. 189)
Merito indiscutibile di Di Felice è allora non solo quello di narrare l’incontro tra gli autori e l’evoluzione dello sviluppo di Silent Hill con un ritmo appassionante che non sfigurerebbe in un’opera di narrativa, ma anche quello di allargare lo sguardo al contesto della cultura e della società giapponesi oltre che al panorama videoludico nazionale e internazionale tra gli anni ‘80 e ‘90 che hanno fornito il crogiolo di storie ma anche di paure e ossessioni che hanno contribuito a forgiare l’opera. Keiichiro – assieme al vecchio Silent Hill. Il motore del terrore di Bernard Perron pubblicato nel 2006 da Costa & Nolan – è l’unico testo dedicato a questa serie che andrebbe riletta e ristudiata oggi che con l’uscita del nuovo capitolo (dopo 13 anni dall’ultimo) Silent Hill f torna a provocare incubi ai giocatori di tutto il mondo, in questo caso abbandonando le location americane (adottate per favorire la distribuzione internazionale) e addentrandosi nei recessi più oscuri degli incubi del Sol Levante.


Post scriptum:
Fabio Di Felice nel 2025, sempre per Ledizioni, ha pubblicato un nuovo libro: Hideo nasconde qualcosa. Come Metal Gear Solid 2 ha sfidato il mondo Otaku.
Link nel post:
- Profilo di Fabio Di Felice su LinkedIn: https://www.linkedin.com/in/fabiodifelice
- Pagina dedicata a Keiichirō sul sito di Ledizioni: https://www.ledizioni.it/prodotto/keiichiro
- Comunicato stampa sulla presenza di Toyama a Lucca Comics & Games: https://lucca2025.luccacomicsandgames.com/it/ospiti/toyama
- Sito ufficiale di Silent Hill f: https://www.konami.com/games/silenthill/f/gate
- Pagina dedicata a Hideo nasconde qualcosa sul sito di Ledizioni: https://www.ledizioni.it/prodotto/hideo-nasconde-qualcosa

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